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Archive for Novembre, 2008

… Quanto sei!

giovedì, Novembre 20th, 2008

Nostalgia  
Il tuo pensiero
ferma l’aria in perle di rugiada
e disseta foglie annegate
di pioggia.
Il tuo sguardo
increspa il mare dove conchiglie
son scrigni avidi di desiderio
insoluto.
Il tuo profumo
accarezza il letto di un fiume
tracimato  in solitarie notti
d’inverno.
La tua voce
arriva nell’eco della prima alba
cavalcando note d’arpa
abbandonate nel rosso tramonto.
Oh,  Uomo Mio… quanto,
quanto sei in me sospiro vestito
di nostalgia e vita.
(Criss)

… profumi e ricordi

giovedì, Novembre 20th, 2008

 

Profumo d’inverno
 
Ancora
il dolce profumo
d’inverno
ristagna nell’aria.
Alle mie spalle
il rumore corre
… tutto corre
tranne
il pensiero.
 
Osservo
l’amore lento
del fuoco consumare
 il lentischio
…  il fumo sale  
per confondersi
al profumo
dei pini arsi lontano
 
Quanto tempo
ha vagato
il mio pensiero
avvolto in quell’oblio
non ho certezza
… orologi  e campane
sono fuggiti lontano
e  lo sguardo,
 
oh si, lo sguardo
ha sfiorato riflessi
di stelle e ceneri
spegnersi nei ricordi.
 
(Criss)

la voce della natura…

martedì, Novembre 18th, 2008

 

Senza suono
 
Calpestio incosciente
è il camminare
dell’essere umano
su te…  fiore
che cresci,
germogli e attendi
paziente
il tuo sbocciare.
 
Laggiù, dove
la notte
si veste di giorno
e l’acqua scorre
serena,  
madre terra
osserva…  te.
 
Essere umano
sei solo
polvere dell’universo
… riesci a sentire
una voce
senza suono
che ti esorta
nel soffio del vento?
 
… respira l’aria
del tramonto
vivendo l’alba
d’ogni nuovo giorno
… se puoi
specchiati,
nelle tue azioni
donando
un sorriso vero.
 
(Criss)

Passi leggeri…

martedì, Novembre 18th, 2008

… e rifletto sui gesti e le parole di altri su me

domenica, Novembre 16th, 2008
Vuoti di parole
 
Un volta ancora,un’altra ancora
… in una notte tetra
nasce un pensiero  
in cui l’animo medita stanco.
 
Clessidra del nulla,
semplice sabbia
che scivolava
tra cieli severi e cupi
 
Nel cuore altrui  non credo più,
labbra di giuda
hanno sfiorato il mio sguardo
mostrando sorrisi quando
alle spalle sputavano sul cuore.
 
Non getterò più al vento
neppure un granello  
del mio essere sempre nessuno
cercando ciò che non alberga
in raziocinante mente.
 
… e si dibatte la mia voce
contro il fruscio del vento
barattando un po’ di silenzio:
 
nelle bocche degli istruiti  reami
si parla tanto
svendendo/barattando
l’ inutile che ormai è fantasma
che tutti rincorrono.
 
Stolto gregge di pecore
non riconoscete
l’orrido del suo falso sorriso?
 
Oh, fuggo! Voglio essere
randagia solitaria
tra orde di lupi efferati.
 
(Criss)
 

… per non dimenticare

mercoledì, Novembre 12th, 2008
Alla memoria…
 
Erano i cieli
carichi di pioggia
quiete insana
sospendeva l’aria
… uno squarcio
 percosse la terra,
e gli occhi a tal lume
rimasero sgranati
soffocando respiro.
 
Piansero
 le foglie trafitte.
Cadendo
chiesero perché
tale scempio.
 
… eppure non ancora
era giunto inverno.
 
Erano i cieli
pregni di rabbia
e come le foglie
sulla terra
gli uomini
piansero i figli caduti
tra le braccia
di ingrato destino.
 
(Criss)
 
 
Nel mese di ottobre di quest’anno, nella mia terra la pioggia torrenziale ha portato via 5 vite, dedico queste mie poche ma sincere parole a loro e a tutte le vittime innocenti cadute tra le braccia di questo terribile destino.
Sinceramente
 
Cristina D.

Non si vorrebbe, ma occorre percorrere sentieri oscuri…

martedì, Novembre 11th, 2008
Ombra
 
E’ stanca!
Erra per boschi oscuri
… la vedo,
non ho paura.
 
Trascina se stessa
tra castagni spogli
sfogliando pensieri
legati a catene.
 
E’ sogno
oppure inverno
che cacciato l’autunno
siede sul trono
proclamando silenzio?
 
Ha sguardo basso,
cerca albe notturne
in acque riflesse
su prismi opachi.
 
E ‘ sogno,
oppure ombra?
 
Tace l’eco del vento
stride la notte
tra artigli di uccelli rapaci.
 
E intanto… lei viaggia
senza trovarsi.
 
Lento
è il suo incedere
dissetando madre terra
mentre sui palmi
regge
il cielo racchiuso
in una goccia di nebbia.
 
(Criss)

Riflessi di me….

domenica, Novembre 9th, 2008

Gli occhi
non cercavano la luce.
A cosa sarebbe servito?
Lo sguardo appannava il vetro
e il viso scomparve.
Le mani
non cercavano abbracci.
A cosa sarebbe servito?
Si strinsero forte tra loro
per trovare un po’ di calore.
Continui a chiederti perché?
Perché continua a piovere
dentro e fuori di te?
Non cerchi più luce.
Non trovi altro che ombra.
Confine tenue di malinconia
che t’avvolge per riscaldare
il corpo e la mente.
La donna.
Questa donna,
immobile davanti al tempo
cerca ciò che ormai non è più
… neppure se stessa.
(Criss)

 

Sere in cui nulla scivola dalla pelle senza lasciare cicatrici profonde…

venerdì, Novembre 7th, 2008
Sere senza luce
 
 
Distruggo porcellane con le mie mani
… misero è il loro valore
se non quello di durare oltre il  tempo
in cui le stesse ricompongono frammenti d’anima
raccolti a fatica dal fango.
 
Di gesti inconsulti rendo partecipi gli occhi
… i miei, in cui la rabbia dipinge rivoli di sangue
che annebbiano la vista ad ogni passo verso
la dignità d’essere sempre me stessa.
 
Pronuncio il mio nome
nelle notti in cui la luna digrigna denti aguzzi
sbranando le carni di me donna
Maledetta! Oggi non ti porto rispetto ma odio,
per quel riflesso sbiadito
che  il mare osserva  mentre in lui mi perdo.
 
(Criss)

Passi nel vuoto…

venerdì, Novembre 7th, 2008
Senza tempo
 
Non occorre contare quante volte il sole
sparirà  dietro l’orizzonte
ora… non ha rumore il pensiero,
libero sale verso il cielo
come un purosangue senza briglie.
Solo poche albe fa osservavo
viali rossi d’autunno,
foglie rincorrersi senza un perché
… ed io ero impietrita
mentre specchiavo le mie paure
in laghi di lacrime mossi dal vento.
Era certo la fine d’ottobre,
non ricordo quel rosso tramonto,
la memoria, oh, che cattiva amica
 … la memoria.
Lei è stata così crudele con me,
ha custodito solo l’opprimente morsa
che attanaglia il mio petto.
Non occorre contare quante volte il sole
ha  mostrato il suo volto bugiardo
donando l’illusione di un nuovo giorno.
Ora… non esistono giorni che possano
apparire differenti,
non esistono nuovi profumi
che permettano alle labbra di sfiorare
rose dormienti in attesa di primavera.
Ora il mio corpo si disperde nell’incenso
che sale lento in antri che non conosco.
Il mio essere vive nel pensiero che riempie
una stanza senza cielo che lo limiti.
Il mio pensiero prende forma nella luce
di una candela che lenta si consuma  
tra silenzi e parole senza tempo.
Ora.
 
(Criss)