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D’ amore e d’orgoglio t’amo

T’amo, di giorni venuti per caso
nella bocca ferita dai morsi,
nel portico della rosa screziata
di cui curo in segreto le spine.
T’amo d’istinto, d’orgoglio
e non solo, di petalo ingenuo
che il vento crudele slaccia,
fermando il labbro nel sangue.
Mio amato, avido di silenzio
io non t’amo d’armonie stupide
ma di notti rapite, che legano
lingua all’inesprimibile traccia,
e tuttavia, mi righi di martirio
l’Essere, quando come belva
bevo a terra dalle tue impronte
l’acqua amara della distanza.

Cristina Desogus

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