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Per le tue labbra

Non toglie la sete
al mare
una goccia di pianto
eppure
nel più selvaggio
dei giardini
la sua essenza
aggiunge
nuova linfa
al timido petalo
che per primo
saluta
il muto mattino.
 
Api avide bramano
l’eternità dell’oro
racchiuso
in un solo giorno
reggendosi
su perfezioni esili
avendo appreso
d’esser ladre
di quanto per natura
al fiore appartiene.
 
Allo stesso modo
del mare
ruberei il sale
per riacquistare
lo sguardo
d’ogni mio giorno
reso cieco
dal silente pianto
e delle api
implorerei la colpa
se alle mie labbra
di sfamare
incolmabile fame
sulle tue
venisse offerto
ad ogni declino di sole
nelle amabili onde.
 
Cristina Desogus
 
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