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Quando a me tornerò

Un pugno di polvere, spuma di un’onda,
conchiglia sconfitta

in un lento andare

per travagli segreti verso ovunque porti
un fiore blue, la luce di un tuono.

Laghi di lacrime, dicono:
è la scuola della vita, hai paura di Dio?

La prigionia finisce presto.

Il respiro corre via, laggiù, sulle rive
piegate dal fiume che fin qui mi muove,

mi godo quest’attimo impalpabile

parlo con mani di nebbia e angeli neri
ai giunchi maturi che sfidano il tempo,

rifocillo gli occhi ciechi, che si aprono
nei fiori assopiti come baci d’essenza,

mi godo quest’attimo senza pelle

come le orchidee, quelle viola, minute,
sincere, che ai mille colori si uniscono

perdendosi.

Cristina Desogus

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