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Sogni spenti

Stanchi si slacciano
dal palmo  i suoni e i sorrisi
imbastiti di pioggia.
Scivolano lenti come ricami
del tempo fuggito.
Lungo il cappio annodato
al confine del cielo
 è triste polvere
la notte accesa da prismi
e  fuochi fatui.
Raccolgo l’alba dentro
  un trifoglio tra mille baciati
ed è sole acerbo
e deboli steli che reggono
la pesantezza del vuoto.
Una violetta
lasciata sulla finestra
assonnata sorride e si veste
di ragnatele e brina
onorando così
il  riflesso allo specchio
dell’ aria  immobile.
Tutto questo è petalo muto
nel cuore, ed è dolore e morte
di un sogno orfano.
 
Cristina Desogus

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