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Posts Tagged ‘parole scrittura poesia’

Così triste è l’assillo dei giorni.

giovedì, Novembre 19th, 2009
Di te natura, amo i fiori.
Sguardi sbocciati con occhi pieni.
Per viali coperti di foglie
ti porgi alle braccia in autunno
vestendo l’aria di memorie.
 
Di te natura, amo i silenzi.
Pensieri sparsi nel giro delle ore.
Come i gigli, quelli bianchi.
Fogli viventi incisi d’inchiostro
in cambio di incanto e morte.
 
Cristina Desogus

Forse è morte…

domenica, Novembre 15th, 2009
Chi muore non si discosta più del dovuto
dal rumore di un sasso gettato lontano.
 
Forse è morte la linea slegata che realizza
il soliloquio incerto della pazzia;
 
nella goccia ritratta dietro allo specchio,
nell’opaco perimetro scavato di un volto.
 
Forse è morte lambire i tasti di un piano
a cui non occorre orecchio perché muto.
 
Forse era morte il tempo dei pianti,
ora si è chiusa nelle assonanze del nulla.
 
Cristina Desogus
 

“Tempi (s)velati”

giovedì, Novembre 12th, 2009
 
 
Difficile contare quanti tempi
ho intrecciato con canne e olivastri;
 
canestri troppo pieni,  gettati
nei corsi d’acqua di fiumi distesi.
 
Ora sono superfici di pazienza.
Ora sono confuse vie di fantasmi.
 
 
Cristina Desogus

Caos

lunedì, Novembre 9th, 2009
Ho tollerato il falso del vivere una vita degna
del nome che porta;
 
stringendo il respiro al mio seno,
 
ho girato silenziosa dintorno al sepolcro,
riesumando parole e false apologie d’onore.
 
Ho declinato l’invito del vivere assente
dentro il mio essere,
 
e riscattando il gusto delle erbe amare,
spesso ho ingentilito la notte saziando il niente.
 
Ho ripulito l’arazzo stinto dalla nebbia
e d’innumerevoli albe portate sterili in grembo,
 
di una soltanto è bastato
lacerare l’abbaglio per vedere il precipizio.
 
Oggi stesso congedo la donna morta bambina
tra rocche coperte di rovi,
 
e al calar del giorno spargerò sementi nuove
nel caos acquisito.
 
Cristina Desogus

Albe morte

mercoledì, Novembre 4th, 2009

Ci sono albe

che si chiudono nella notte;

 

esseri fragili legati a liane di rovi

in attesa di fiorire.

 

Ci sono albe morte

che piangono un’ora tarda;

 

spiriti ribelli che abitano il giorno

nel corpo in cui ancora vivo.

 

Cristina Desogus

Tratti di te e me

lunedì, Novembre 2nd, 2009
La vita, Vita Mia
è un nastro sciolto tra le mani,
una lacrima che scorre
mentre osservi che scompare
in un mare senza colore.
 
La morte, Vita Mia
è riverbero di un’ alba oscura,
è il calore di un tramonto
avvinto alla marea sospesa
nelle spire del volo;
 
tu Amore e Vita
sei il passo dentro il mondo;
il girotondo dell’oblio
che mi chiede di non morire,
anche adesso che la pioggia
mi annega dentro.
 
Cristina Desogus

Rosso scarlatto

venerdì, Ottobre 30th, 2009
Ragnatele e corolle  bagnate di brina
piegano  l’alba sulla mia bocca.
 
La rosa duella con l’usignolo nel canto
mentre accoglie l’autunno e l’inverno.
 
In estate morirò nel profumo
di petali rossi nel tempo dismessi.
 
Cristina Desogus

Nei giardini dell’uomo

giovedì, Ottobre 29th, 2009

 

Nei giardini dell’uomo
contratti i seni dell’unica puttana
angeli caliginosi sfondano muri e cosce
a difesa di catene e artigli.
Si sgozzano respiri innocenti
succhiando orgasmi di falso coraggio
e amaro veleno di giunchiglie
usate a rammendo su tele maledette
pitturate con labbra di vergine.
Caos e colori tracciano limiti
di paradisi diversi nel luogo in cui
fratelli e sorelle svendono ossa
e gemiti martiri battuti fuori
dal ramo nato dall’odio.
 
Cristina Desogus

Come polvere

mercoledì, Ottobre 28th, 2009
Sulle mani
 si taglia un sole deluso
che piange gocce
controvento;
sulla terra il passo
è risveglio che ordina
oblio e polvere.
Figlia aliena del giorno,
ancora temporeggi
nell’ essere?
 
Vecchia trascinerai
occhi e trecce di bimba
incompiuta.
 
Cristina Desogus

Senza fine

sabato, Ottobre 24th, 2009
Non viene più la sera
senza che l’intero giorno
non rafforzi la supplica
della bocca schiava
del tuo gentile respiro.
 
Come la fiamma
che si inonda d’aria  
e vive consumata
dentro l’indefinito,
 
così,  ti voglio
nel tempo senza fine:
 
né presenza, né assenza
ma inscindibile
bisogno nella carne
e nello spirito che vive,   
consumato di vita.
 
Cristina Desogus