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Posts Tagged ‘pensieri liberi’

Tempo

lunedì, Dicembre 29th, 2008

Donna_Farfalla

martedì, Dicembre 23rd, 2008

Terra Mia!

venerdì, Dicembre 19th, 2008

Un’altra volta
m’avvolge l’orgoglio
d’appartenere
alla mia terra.
Sardegna.
Ti ammiro incantata
come la più umile
delle creature
quando l’inverno
sferza le coste
e tu…  
stordisci i miei sensi
inondando l’aria
con il profumo
dei frutti del mirto.
Impallidisce
il sole d’estate
davanti al giallo
delle tue ginestre
… e il mio cuore
s’appaga
quando ti osservo
genuina  isola
dai mille profumi.
Nell’azzurro scintillio
del tuo mare
un cielo terso
si confonde
… e noi tuoi figli  
appagati nel cuore
per esser parte di te
siamo saldi graniti
ingentiliti
dai verdi asfodeli
come i pini selvatici
delle tue spiagge
ci pieghiamo
senza arrenderci mai
ai venti freddi
che soffiano
nei giorni più scuri
 
… come tu ci insegni
Terra Mia!
 
 Cristina Desogus

Sentieri di vetro…

venerdì, Dicembre 12th, 2008

In fin dei conti non sarebbe stato che un altro Natale, uno uguale a tanti altri appena trascorsi, di cui ancora si conservavano i cocci. E allora che c’era di diverso in quella notte? Cosa aleggiava nell’aria a meno di tredici giorni da una giornata conosciuta così bene?
Sulla scrivania, nel suo angolo buio, accese una bella candela profumata, rossa per essere a tema con le tradizioni, alle sue spalle l’enorme albero illuminava tutta la stanza con centinaia di stelle intermittenti, una calda coperta sulle spalle e il solito amico sulle ginocchia che ronfava sornione, nulla era cambiato, neppure lui che da anni la osservava in silenzio mentre scriveva. Un pacchetto nuovo di sigarette e il portacenere ormai pieno. La notte avanzava come una forsennata, tra folate di vento e porte scricchiolanti, il mondo sarebbe potuto crollare in quell’istante: a lei non sarebbe fregato nulla; lei adorava e odiava queste notti, le cercava per poi non riuscire più a fuggirne; come un falena che cerca la luce proprio dietro una ragnatela. Si, come lei che pur conoscendo il rischio va, senza voltarsi, va, punto e basta; sapeva che solo alle prime luci dell’alba si sarebbero visti gli effetti, quando ormai stremata i suoi occhi si sarebbero chiusi, gonfi per il troppo piangersi addosso. Nel corso degli anni si era costruita un piccolo rifugio lontano da tutto e tutti, tranne che da sé stessa, una bolla di sapone che galleggiava leggera nell’aria. Si, un piccolo spazio senza confini solidi, dove solo i suoi pensieri venivano invitati come ospiti a cui porgeva come piatto principale la sua mente.
Era appena iniziata la più lunga notte di tutto l’anno, non sarebbe passata mai e chissà se l’inizio era avvenuto alla mezza notte del giorno appena trascorso oppure nel momento in cui ebbe certezza di non appartenere a nulla, neppure a sé stessa. I ricordi iniziarono a bussare alla porta, non occorreva alzarsi ad aprire e non sarebbe servito a nulla cercare di sprangare le feritoie per ritardare il loro arrivo. I visi lontani, non erano poi così grave; tanto avvolti nella nebbia e neppure le parole si erano fatte meno dolorose. Ripensava a quante ne aveva scritte, pile e pile di quaderni, pagine di vita e frammenti di lei, sparsi senza data. Le mani ne presero uno tra i tanti, forse fu un caso, forse un volersi far male da sola leggendo quanto nulla fosse cambiato nella sua vita, chissà perché aveva scritto così tante parole, ingenuamente forse pensava che lasciandole andare libere sui fogli il loro significato si sarebbe scolorito assieme all’inchiostro, ma non era stato così, nulla nella sua vita era mai accaduto per caso o come aveva ostinatamente sognato.
Forse liberandole le aveva soltanto legate a doppio filo a sé stessa, forse in questo modo aveva costruito lei stessa le sue catene, aveva intessuto accuratamente la ragnatela che l’avrebbe imprigionata, avendo la possibilità di rileggerle.
Un’ altra sigaretta, un altro caffè e le mani iniziarono a gelarsi, non riusciva a stare dietro ai suoi pensieri, le domande si accavallavano e le risposte restavano indietro come il suo sguardo, ormai perso nel vuoto. Ripercorse boschi nebbiosi dove aveva incontrato angeli con ali spezzate che raccoglievano le sue lacrime, ripercorse voli pindarici in cui persone come lei riflettevano i propri sogni, ripercorse i sogni che avevano costruito su sentieri fatti di vetro sottile, dove a piedi nudi rincorreva le sue paure per guardarle in viso senza mai affrontarle con decisione.
Un’altra sigaretta e l’albero scintillante cominciava ad infastidire con tutte quelle luci, annebbiate nel suo sguardo; opportunamente decise di spegnere e lasciare solo quella piccola candela, in fondo era il buio che cercava, effettivamente tutto quello che poteva farla sentire a casa in quella notte sarebbe stato superfluo. Mancava un po’ di sottofondo musicale, una bella canzone che facesse crollare definitivamente le sue maschere da pagliaccio sempre sorridente.
Ecco, era giunto il momento, la sedia a dondolo l’attendeva davanti al camino, il fuoco acceso avrebbe fatto il resto con la complicità della notte, chiuse le palpebre, e invece di vedersi più forte conoscendo i trascorsi, ancora una volta si trovava nel bordo del precipizio da cui più volte aveva spiccato il volo senza ali, senza la paura di sprofondare nel buio, e ancora una volta la terra iniziava a tremare sotto i suoi piedi, e assieme alla polvere sollevata dai ricordi, anche lei nel buio creato dentro sè stessa sprofondò.

Lontano

mercoledì, Novembre 26th, 2008

… profumi e ricordi

giovedì, Novembre 20th, 2008

 

Profumo d’inverno
 
Ancora
il dolce profumo
d’inverno
ristagna nell’aria.
Alle mie spalle
il rumore corre
… tutto corre
tranne
il pensiero.
 
Osservo
l’amore lento
del fuoco consumare
 il lentischio
…  il fumo sale  
per confondersi
al profumo
dei pini arsi lontano
 
Quanto tempo
ha vagato
il mio pensiero
avvolto in quell’oblio
non ho certezza
… orologi  e campane
sono fuggiti lontano
e  lo sguardo,
 
oh si, lo sguardo
ha sfiorato riflessi
di stelle e ceneri
spegnersi nei ricordi.
 
(Criss)

la voce della natura…

martedì, Novembre 18th, 2008

 

Senza suono
 
Calpestio incosciente
è il camminare
dell’essere umano
su te…  fiore
che cresci,
germogli e attendi
paziente
il tuo sbocciare.
 
Laggiù, dove
la notte
si veste di giorno
e l’acqua scorre
serena,  
madre terra
osserva…  te.
 
Essere umano
sei solo
polvere dell’universo
… riesci a sentire
una voce
senza suono
che ti esorta
nel soffio del vento?
 
… respira l’aria
del tramonto
vivendo l’alba
d’ogni nuovo giorno
… se puoi
specchiati,
nelle tue azioni
donando
un sorriso vero.
 
(Criss)

Passi leggeri…

martedì, Novembre 18th, 2008

Passi nel vuoto…

venerdì, Novembre 7th, 2008
Senza tempo
 
Non occorre contare quante volte il sole
sparirà  dietro l’orizzonte
ora… non ha rumore il pensiero,
libero sale verso il cielo
come un purosangue senza briglie.
Solo poche albe fa osservavo
viali rossi d’autunno,
foglie rincorrersi senza un perché
… ed io ero impietrita
mentre specchiavo le mie paure
in laghi di lacrime mossi dal vento.
Era certo la fine d’ottobre,
non ricordo quel rosso tramonto,
la memoria, oh, che cattiva amica
 … la memoria.
Lei è stata così crudele con me,
ha custodito solo l’opprimente morsa
che attanaglia il mio petto.
Non occorre contare quante volte il sole
ha  mostrato il suo volto bugiardo
donando l’illusione di un nuovo giorno.
Ora… non esistono giorni che possano
apparire differenti,
non esistono nuovi profumi
che permettano alle labbra di sfiorare
rose dormienti in attesa di primavera.
Ora il mio corpo si disperde nell’incenso
che sale lento in antri che non conosco.
Il mio essere vive nel pensiero che riempie
una stanza senza cielo che lo limiti.
Il mio pensiero prende forma nella luce
di una candela che lenta si consuma  
tra silenzi e parole senza tempo.
Ora.
 
(Criss)

Percorsi

mercoledì, Ottobre 29th, 2008

Rosa viola