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Posts Tagged ‘poesie dedicate’

5 Luglio 2009

lunedì, Luglio 6th, 2009
(a King)
 
Si sveglia il giorno
di fiori e fresco rinnovo.
Oh  mano,  stretta
alla gola avanzi nei morsi
di un nero mantello
strappato alla morte
per farne omaggio
al gigante re.
Di quest’alba stanca
 vorrei scrivere agli occhi
con gigli odorosi
piuttosto  che di dolore
vestire il viso e le labbra
di muto pianto.
 
Cristina Desogus

Sussurri di te

giovedì, Aprile 30th, 2009
Ricama
 le mia pelle con la tua
 
e non conoscerò notte se non
… quando,  tu sarai lontano.
 
Di echi e conchiglie
le brezze sussurrano alle perle.
 
S’adagia a sera ascoltando il vento
il movimento inquieto del mare.
 
Si culla il respiro nelle labbra
del tuo sguardo improvviso.
 
Nei colori accesi del tramonto
ammirata ti osservo e muoio
tra le lacrime della luna.
 
 
Cristina Desogus
 

Attese

venerdì, Febbraio 27th, 2009
Attendo il tempo che verrà
divisa nello spazio senza fine
che intercorre
tra il sussurro attuale
e l’estasi futura.
Attendo che a questo tempo
venga concesso un cuore
e pietà lo muova allentando
la morsa su questo inverno
affinché la calda estate
noi possa incenerire
come legno sull’ardente fiamma,
percorrendo mille sentieri
ed un solo fiume
in cui liberi confluire.
Attendo il nostro tempo
consumandomi con carta e penna
mentre abbraccio un destino
che imprime lacrime d’inchiostro
in pareti d’azzurro cielo
e mare senza orizzonte
… perché è dolce morte
amarti senza limite
aspettando il giorno in cui
abbandonata ogni paura
sarai luce d’alba nuova
senza alcun tramonto.
Attendo te che sei in me,
in ogni tempo, in ogni passo
in ogni cosa
… anche nell’assenza
che genera maree senza vento
in questo amore
che m’annega tra le spume
come piccolo granello
senza altro scopo che amarti.

Cristina Desogus

Goccia di pianto muta

martedì, Febbraio 24th, 2009

Mentre la solitudine avanzava
rivelandoci indifesi
la voce smarrita raccontava
di quell’amaro rigo
che tagliava il tuo viso.
Tra giochi di lumi consumati
e rincorse di venti
le mie parole divennero mute.
Sprofondò dentro l’anima
come scivola un petalo
staccandosi dal fiore
per poi posarsi sulla mano
bruciando mentre parla.
Ora è cicatrice sul cuore
e ad ogni tua assenza
sanguina parlandomi di te.
Ti avrei stretto Vita Mia.
Ti avrei stretto
più della mia stessa vita
e, l’ho fatto
mentre soffocavo inerme
tra le pieghe della distanza.
Solo alla crudele oscurità
ho rivelato allora come oggi
quanto inutile mi sia sentita
in quell’istante senza fine
dove nulla ho potuto
tranne vivere le tue lacrime
senza poterti abbracciare.

Cristina Desogus

 

Penne incrociate

martedì, Febbraio 3rd, 2009
Vestita di blu  l’aria ti accarezza
 
in un cantone di strada
la solitudine ti siede accanto
 
spalle al caos e viso rivolto alla vita
con fare assente
muovi le pagine ordinate
di un quaderno dove la biro
 ti racconta e narra
di quel fazzoletto che il capo
 ti avvolge.
 
T’ osservo rapita e nascosta
dalla tua ombra
nell’angolo opposto
 
… e la mia penna s’incrocia alla tua
in un foglio già scritto
trovato per caso.
 
rifletto sugli effetti dei farmaci
 
mi scivola dentro
 l’afflizione della tua croce
 
L’inchiostro è una stilla veloce
che riempie pagine di sofferenza
vestita di blu come il cappotto
che piegato a lato ti somiglia.
 
… sollevi il capo, una pausa
 nel vuoto perdi i tuoi occhi
incrociando i miei
chissà che pensi, e di nuovo
 … scrivi.
 
Cristina Desogus
 
 
(Per non dimenticare chi intorno a noi soffre in dignitoso silenzio)
 

Destino avverso

lunedì, Febbraio 2nd, 2009
Miagolando Selene
s’ ammanta di nero lucente
quando a Eolo
confessa il suo dolore.
 
Afferra un destino
e al suo amato lo porge:
 
prendi oh mio Uomo
son le mie labbra
che disegnano riverbero
in costellazioni
dove l’ ombra crudele
cammina famelica
divorando folgori
e singhiozzi d’assenza.
 
Che altro ruberai Plutone
adesso che spoglia
di ogni sorte clemente
Io amo il Sole
e nel nostro ostacolato
viaggio io ripongo
ogni disperata ora di vita?
 
Amor mio
in ghiacci perenni
sistemi frammenti di vetri
affinché il tuo sussurro
rifletta l’aurora boreale
così rara per ogni mortale
 
ed io la scorgo, la sfioro
ad ogni albeggiare
senza poterla afferrare.
 
Ascolta la mia parola:
 
a te farò ritorno
forgiata dal fuoco eterno
di questa sciagurata esistenza
disadorna di ogni catena
che sposa i nostri destini.
 
Cristina Desogus

Nel mio fuoco… tu!

sabato, Gennaio 24th, 2009

Coglimi…
 
Tu sei, il velluto e la rosa
che veste e spoglia l’istinto,
lo stelo e la spina che penetra
ogni mia più intima parte.
 
Tu sei, il petalo disperso
che il vento posa
sul mio seno impaziente
aprendo giardini e piaceri.
 
Tu sei, l’ape e il nettare,
il vizio e l’implorazione
che le mie labbra divorano
legate alle tue gambe.
 
Tu sei, la morale e il peccato
abbandonato e affrancato
sul mio corpo caldo che vibra
di gemito osceno e sacro.
 
Cristina Desogus

T' amo così… vivendo di tutto e nulla.

giovedì, Gennaio 22nd, 2009

 

"Non t’amo come se fossi rosa di sale"

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.
 
(Pablo Neruda)

T’amo come il profumo di quella valle
che ogni giorno ti accoglie al risveglio. 
 
T’amo come la brina del mattino
che trasforma  le lacrime notturne
in diamanti  riflessi dentro la fonte
da cui attingi l’ acqua per dissetarti. 
 
T’amo come il vento che veste la notte
quando l’urlo del giorno echeggia
sbattendo il mio cuore nel cielo
da parete a parete senza sosta. 
 
T’amo come il sole che vive di un istante
… di quell’attimo in cui
nell’aurora bacia la luna senza sfiorarla.
 
T’amo così… 
per tutto il giorno rincorrendo
mille sentieri opachi
sperando di incrociare il tuo sguardo
negli occhi di chi non conosco. 
 
T’amo così…
senza speranza
senza paura, senza toccarti
… facendoti crescere sulla nostra terra
che accoglie i miei passi cercandoti. 
 
(Criss)

Senza parlare

venerdì, Gennaio 9th, 2009

Mille luci accendono la notte,
sono occhi spenti
le cui lacrime
dissetano labbra prosciugate.
 
Mille voci tacciono il giorno,
sono mani gelide che aspettano
a braccia tese la vita.
 
Mille e un componimento
cullano il crepuscolo
morendo nell’ aurora
 
… è maschera statuaria di gesso
che indossa
 
il gentil sorriso di donna
quando ad occhi chiusi
teme il suo riflesso nell’ angoscia
dell’uomo  fragile.
 
Occhi chiusi  sbranati dal dolore
nel sonno fuggito dalle tenebre
 rigano l’incedere dei giorni
 
le mani, il viso consumati nel tempo
 di un niente sono frontiera
senza retroguardia.
 
… ed è pioggia che cade
 bagnando il cielo
la lacrima che traccia il passo
 
l’ azzurro diventa nero,
tempesta svilente, luttuosa avanza.
 
Cristina  Desogus

Non dimentichiamoci di loro…

mercoledì, Dicembre 24th, 2008
Dedico questo testo (adesso che posso pubblicarlo) a tutte le persone che oggi non possono rendersi conto che è la vigilia di Natale, a tutte le persone che dalla finestra di un ospedale vegliano chi amano osservando le luci accese per le strade sapendo che la vita scorre mentre accanto a loro giace un essere umano la cui vita è appesa ad un filo o a una macchina che da loro la vita. Dedico queste semplici parole a chi ama la vita e a chi pensa di non doverlo fare, di modo che si possa riflettere in merito al dono che ci viene concesso e che molti non riceveranno in questo Natale.
 
Vita apparente 
 

Rifugge dalla mente
il sol pensiero di resa
mentre si osservano
quelle gocce lente
… lente come le ore,
che inesorabilmente
una appresso all’altra
cadono come
i giorni a venire
… e si confondono
nei ricordi di una vita
racchiusa
nei silenzi assordanti
supini su un letto.
Risuona l’eco
nel vuoto dei pensieri
di una voce silente
… di una presenza assente
che viaggia lontana
sorretta da un filo di vita
richiamata indietro
da un’immane speranza
che giace senza sorriso
al suo freddo capezzale.
… ed il profumo
dei fiori freschi,
dei giorni felici… ormai
si confonde
con l’odore acre
dell’attesa dei tristi giorni
in cui genitori
… sopravvivono ai figli
condividendo
un destino innaturale
che divide vita da morte. 
 
Cristina Desogus