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Posts Tagged ‘poesie introspettive’

8:40

sabato, Marzo 7th, 2009
Non riesco a svegliarmi
il rosso agli occhi riferisce
la notte vissuta ai bordi
di un letto bugiardo.
 
Dalle spalle il gelo
di questo consueto mattino
non slaccia la morsa
 
… è come un ramo
privo di foglie in primavera
che presta agli uccelli l’appoggio
per provare di altri
l’emozione dell’autonomo volo.
 
Il giorno è come la notte
divisi da un fiume
che scorre all’inverso
come quando piove e c’è il sole
ricoprendo le sponde.
 
Svolta lento il mio sguardo
non concordando con gli anni
che la carta m’incolla
sciogliendomi dentro una tazzina
piena di profumo
lasciando solo alla lingua
l’ intensità del gusto.
 
Non riesco a svegliarmi
seduta all’angolo di una finestra
osservo in un amaro caffè
la vita fuggirmi attraverso.
 
 
Cristina Desogus

Abissi

mercoledì, Marzo 4th, 2009
Per ore
ho osservato muta
la luce entrare nel buio
confondendo le ombre.
 
Ho ascoltato
la pioggia cadere,
lenta, silenziosa, giù
fino all’anima.
 
Capitolando indolente
s’è fatto rumoroso scrosciare
il pensiero.
 
Attraverso cunicoli
ogni respiro
svelava impronte
impresse
sulle pareti passate
assassinando
la volontà del presente.
 
Per ore
ho osservato il vuoto
 
accecando il mio senso
di non essere.
 
Incoraggiata dall’abisso
delle parole
ho brandito un fiore
come fosse una spada
e in silenzio
ho ferito deliberatamente 
la figura inerme sul letto
che non palesava
né vita né morte.
 
Per ore
ho resuscitato  
metà della mia vita
non conoscendo
riposo nel cercare
il senso del nulla
ormai trascorso.
 
Cristina Desogus
 
 
 

Di ghiaccio è la notte allo specchio…

giovedì, Febbraio 26th, 2009

Le mani sul capo
e il mondo si stringe.
Pioggia e ghiaccio
si sono contorte
nelle viscere della notte
domande…
 
 domande e risposte
nella mia mente
hanno ballato invocando
riti a me sconosciuti.
Impietrita,
percorro strade
che non sento mie
disegnando orme
che urlano il mio nome.
Sono io il riflesso
sbiadito di questa stanza?
Serratevi pugni, adesso
 
 sui palmi
voglio sentire
il dolore
della carne che sanguina
poiché tremo
 
senza muovermi.
Il gelo mi ferma dentro
quell’immagine 
costringendomi a vedere
ciò che di giorno
 fugge.
 
Ti sento voce
 dallo specchio
 chiedermi:
è forse l’anima o
la misera donna
che sulle sue rive
cerca il pianto?
Oppure…
 
oppure è il silenzio
che ancora più forte
 urla
insoddisfatto
la brama
di autocommiserazione
cercando
in quella figura
ciò che lo sguardo
di fronte mi pone?
Sarebbe più semplice
contare i fili d’erba
e i fiori appassiti
che i miei passi
hanno calpestato
senza ammirarne il verde
piuttosto
che ammettere
ciò che oggi
osservo scivolare
senza vergogna.
 
Impietrita
 ascolto ancora
 
 e ancora la tua voce
m’inchioda
a quella fiamma
 
e tu
nulla mi dici,
continuando a danzare
indifferente
eppure il fuoco
è in te,
ma non riscaldi
nella tua cenere sprecata
senza donare calore
anche oggi
hai consumato la mia notte
 
pensando…
 
Cristina Desogus

Controverso

giovedì, Gennaio 29th, 2009

Giorno non dubitare arriverà
ugualmente per te
il momento della tregua.
Il tuo giacere fiacco
tra le pieghe morbide della notte
presto si appagherà
tra apostrofi di gioie e attese.
 
Di resoconti e componimenti
si è riempito il foglio a iosa
con pennellate variopinte
e colpi di spada, di cui ormai
non si avverte manco il dolore.
 
Di boccioli e brandelli
si sono stretti i nodi scorsoi
al fine d’ottenere una fune
ed evadere, verso l’amata cecità
concubina disponibile e silente.
 
Oh morte del pensiero, te supplico
per trovar a