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Posts Tagged ‘poesie malinconiche’

Dolce Lacrima

martedì, Aprile 28th, 2009

Celata nell’iride
dipingi il respiro sottile
dell’amore sulla neve.
 
Stretta nel sole
del tuo palmo socchiuso
tra la nebbia sei tu
 
… la luce.
 
Cristina Desogus

8:40

sabato, Marzo 7th, 2009
Non riesco a svegliarmi
il rosso agli occhi riferisce
la notte vissuta ai bordi
di un letto bugiardo.
 
Dalle spalle il gelo
di questo consueto mattino
non slaccia la morsa
 
… è come un ramo
privo di foglie in primavera
che presta agli uccelli l’appoggio
per provare di altri
l’emozione dell’autonomo volo.
 
Il giorno è come la notte
divisi da un fiume
che scorre all’inverso
come quando piove e c’è il sole
ricoprendo le sponde.
 
Svolta lento il mio sguardo
non concordando con gli anni
che la carta m’incolla
sciogliendomi dentro una tazzina
piena di profumo
lasciando solo alla lingua
l’ intensità del gusto.
 
Non riesco a svegliarmi
seduta all’angolo di una finestra
osservo in un amaro caffè
la vita fuggirmi attraverso.
 
 
Cristina Desogus

Voce silente

giovedì, Marzo 5th, 2009

Ha del mare il respiro e della tempesta le braccia
quando le onde si stringono alla roccia
portandosi dietro negli oscuri abissi i ricordi.
 
Ha  del volo lontano gli occhi inesperti
e con lo sguardo spiega le ali attraversando
polveri sollevate al suo leggero passaggio.
 
Ha dei petali il profumo e dei fiori la paura
strappata al temporale insieme alla pioggia
quando bagnati i sassi di lei rimane solo il suono.
 
Ha del cielo una sola parete in cui dipinge sbarre
osservando le stelle spegnersi poco per volta
quando ascoltano il suo silenzioso sussurro.
 
Dei libri ha la fame celata nelle pagine vuote
e il fuoco della passione da sostituire alle rovine
di canti e pianti d’amore dopo aver vinto timore.
 
Ha la sete dei deserti quando sbocciano a primavera
e delle stagioni d’inverno trascorse in una notte.
 
Ha la vita e il silenzio poggiato sulle labbra
quando ad ogni alba muore svelando chi sono.
 
 
Cristina Desogus

Abissi

mercoledì, Marzo 4th, 2009
Per ore
ho osservato muta
la luce entrare nel buio
confondendo le ombre.
 
Ho ascoltato
la pioggia cadere,
lenta, silenziosa, giù
fino all’anima.
 
Capitolando indolente
s’è fatto rumoroso scrosciare
il pensiero.
 
Attraverso cunicoli
ogni respiro
svelava impronte
impresse
sulle pareti passate
assassinando
la volontà del presente.
 
Per ore
ho osservato il vuoto
 
accecando il mio senso
di non essere.
 
Incoraggiata dall’abisso
delle parole
ho brandito un fiore
come fosse una spada
e in silenzio
ho ferito deliberatamente 
la figura inerme sul letto
che non palesava
né vita né morte.
 
Per ore
ho resuscitato  
metà della mia vita
non conoscendo
riposo nel cercare
il senso del nulla
ormai trascorso.
 
Cristina Desogus
 
 
 

Malinconicamente

giovedì, Febbraio 26th, 2009

 

Così stanco
ha camminato il giorno
intrecciando ragnatele
di pensieri
a cui appendere
il sorriso
accarezzato dal sole.
Il fumo
dell’ennesima sigaretta
ha disegnato
giochi d’ombra
tra le foglie annoiate
rimaste appese
in estenuante attesa.
Inutile lo stuzzicare
dei colori del giardino
sulle mie ciglia.
La malinconia
ha vinto
accogliendo nel ventre
il germoglio di una lunga
notte di veglia.

Cristina Desogus

La Mia parola

domenica, Febbraio 22nd, 2009
Un sol colpo al cuor
fu inferto
e la parola Mia
ridusse a brandelli
 le carni
rendendole
nude e fragili
davanti alle lacrime.
Cadde lenta
 la spada
contando i secondi
bruciandone i cigli
aggiungendo così
al dolore
il massacro
del sangue che gela
le vene
mentre d’annegar
nel respiro
chiede destino.
Oh sguardo, perché?
Perché
 non hai strappato
gli occhi
alla mia mente
 … di pietà
ti saresti vestito
 lasciandomi
 cieca e coperta
di neri veli
davanti alla parola
che credevo
solo Mia.
 
Cristina Desogus

Tutto e nulla

sabato, Gennaio 31st, 2009
Di tutto ciò, che il mare custodirà di me
solo il silenzio rimarrà inviolato sul bagnasciuga
in balia delle burrasche quanto delle acque chete.
 
Il mio sguardo,  abbandonato oltre l’orizzonte
cercando ciò che la terra ferma non mi ha concesso
lo troveranno in quei faraglioni che troppe volte
si sono dissetati con gli  inganni della mente
privilegiando le lacrime salate agli amabili flutti.
 
Il miei capelli,  trasportati dalla brezza rovente
nei crepuscoli sperduti delle estati fatiscenti
saranno i fili che sosterranno le parole mai scritte
quando ancorate al cuore scivoleranno negli abissi.
 
Di tutto ciò, che il mare custodirà di me
solo la mia voce verrà restituita al bagnasciuga
per cullare il cuore di chi mi ha realmente amato.
  
Cristina Desogus
 
 

 

Controverso

giovedì, Gennaio 29th, 2009

Giorno non dubitare arriverà
ugualmente per te
il momento della tregua.
Il tuo giacere fiacco
tra le pieghe morbide della notte
presto si appagherà
tra apostrofi di gioie e attese.
 
Di resoconti e componimenti
si è riempito il foglio a iosa
con pennellate variopinte
e colpi di spada, di cui ormai
non si avverte manco il dolore.
 
Di boccioli e brandelli
si sono stretti i nodi scorsoi
al fine d’ottenere una fune
ed evadere, verso l’amata cecità
concubina disponibile e silente.
 
Oh morte del pensiero, te supplico
per trovar armistizio
in questo girotondo senza inizio
che imbarazza l’intelletto
al tal punto da sentir brama di pazzia.
 
Io voglio giacere sciolta come il vento
con la passione incerta
e ingravidarla di vita vissuta
anche solo per un batter di ciglio
 
senza considerare l’ avvenire
che potrebbe spegnersi
uccidendo me, nel parto
di un amore stanco prima ancora
d’aver emesso il suo primo vagito.
 
Cristina Desogus

Echi notturni

mercoledì, Gennaio 28th, 2009
È trillo d’uccello
in una mattina di brina
la tua voce silente.
 
Intrappola fili d’erba
ancora acerbi
l’eco dei tuoi pensieri
notturni.
 
Osservi muta l’alternarsi
di schegge e lame
con foglie ingiallite
passare davanti
ai tuoi occhi stanchi.
 
Fermati,
non muovere altro passo!
Lo stridere
dei tuoi dubbiosi viavai
potrebbe stordirti.
 
È tuono di cielo
lo spasmo convulso
generato
dai tuoi voli caduti.
 
Il  boato, ormai,
ha imbrattato i petali
dei nivei gigli
lasciati in un corvino
tramonto.
 
In una cruna d’ ago
dalla punta spezzata
non puoi più,
far passare i ricordi
che hai coperto
con vasi incrinati,
 
giacché
imbastiresti da cieca ,
soltanto brandelli di stoffe
che scuciresti
nell’ albeggiare usuale
del prossimo risveglio
 
ripercorrendo sperduta
come in questa notte,
solo il miserevole risuono
dei tuoi giorni perduti.
 
Cristina Desogus
 

Inquietudini

mercoledì, Gennaio 28th, 2009
Rimane tuttavia, in questa notte senza fine,
 l’opportunità di essere pronta
alla comparsa, della nuova alba.
 
Nella logorante morte, di una piccola fiamma,
il respiro si fa debole, come quell’ombra,
 che danza stanca nella parete, dipingendo
 fiori di carta dall’aspro profumo.
 
Chi è adesso l’ombra? La donna o la candela?
 
Senza fretta, la sua luce guardo scemare
nell’oblio dei miei giorni a venire.
 
Cristina Desogus