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Posts Tagged ‘vita e metafore’

Senza…

lunedì, Dicembre 15th, 2008
Senza…
 
Cantano senza voce nella notte
questi miei pensieri.
 
Delle estati come degli inverni
non si curano
ricordano solo passi stanchi.
 
Dimmi luce scarna che di me
insisti a mostrar meste lacrime,
 
anche per te è così
quando ascolti il suono stridulo
delle vecchie carrozze
affollate dalla solitudine?
 
E dei passi sprofondati sulla neve
scorgi ancora indistinto
il fango che la nuova pioggia
non è riuscita a cancellare?
 
Cielo e stelle piangono i giorni
e dei tuoi sguardi triste Luna
non si scorge alcuna traccia.
 
Come faranno i miei occhi
tra viali oscuri e solitari
senza un po’ della tua luce ora?
 
Fuggi pure tu allora vento!
 
Affinché possa trattener
tra le mani un po’ di lucciole
come silenti compagne
dei miei tristi movimenti.
 
Fuggi pure tu ora vento!
 
Della quiete nella notte
non avrò paura
quando stremata arriverò
intorno al fuoco spento
dei miei solitari canti.
 
(Criss)

Parole in fumo

giovedì, Dicembre 11th, 2008
E’ così lenta la fiamma
di quella candela.
Senza riserve scivola via
l’aria dalla bocca
consumata nel fumo
e intanto…  si avvolgono
i pensieri come bende
attorno al mio corpo
per sedare una ferita
che mai smetterà
di sanguinare
 
… e sale il dolore,
seguendo una fiamma
che consuma
nelle sue sfumature
i contorni di parole
che di colore e profumo
ricordano solo il nero.
 
E’ così lenta la fiamma
di quella candela
 … e la sua cera bollente
scivolata per caso
sulla mia mano
non lascia bruciore
non scioglie ghiaccio
 
… sarà voglia di vita
che mi abbandona
… sarà freddo
che invade le carni
… è un predone
che punta la sua spada
dritta  al mio petto
squarciando il cuore
prima di gettarlo nel fango
come un lurido straccio.
 
(Criss)

… e rifletto sui gesti e le parole di altri su me

domenica, Novembre 16th, 2008
Vuoti di parole
 
Un volta ancora,un’altra ancora
… in una notte tetra
nasce un pensiero  
in cui l’animo medita stanco.
 
Clessidra del nulla,
semplice sabbia
che scivolava
tra cieli severi e cupi
 
Nel cuore altrui  non credo più,
labbra di giuda
hanno sfiorato il mio sguardo
mostrando sorrisi quando
alle spalle sputavano sul cuore.
 
Non getterò più al vento
neppure un granello  
del mio essere sempre nessuno
cercando ciò che non alberga
in raziocinante mente.
 
… e si dibatte la mia voce
contro il fruscio del vento
barattando un po’ di silenzio:
 
nelle bocche degli istruiti  reami
si parla tanto
svendendo/barattando
l’ inutile che ormai è fantasma
che tutti rincorrono.
 
Stolto gregge di pecore
non riconoscete
l’orrido del suo falso sorriso?
 
Oh, fuggo! Voglio essere
randagia solitaria
tra orde di lupi efferati.
 
(Criss)
 

… di notte il vento e l'inverno

martedì, Novembre 4th, 2008
Porte sprangate
 
 
Il vento sferzava come un tiranno
che cerca consenso nel torto
… senza remore si fece strada
tra i rami degli ulivi
stracolmi  di frutti maturi.
 
Vi erano grilli in aperta campagna
… noncuranti di quella strana notte
cantavano per una luna
spodestata dal suo falso trono.
 
In quella notte le stelle
svendevano  il loro brillare
per un attimo di silenzio solenne,
ma nulla e nessuno
accettò così graziosa offerta
e… si spensero solitarie.
 
L’inverno in anticipo bussò
quella notte…  prepotente
più volte percosse  usci sprangati
e con vigore insinuò il suo respiro
tra feritoie facendo tremare
grandi porte e sicure serrature.
 
In quella notte nessuna grazia
avrebbe impedito
il suo famelico avanzare.
 
Suo diletto sarebbe stato
gettar scompiglio nella quiete  
del crepitio del focolare.
 
Un ospite sgradito
che con arroganza sedette
per primo alla tavola delle idee  
… tra sguardi impietriti iniziò
a banchettare con i pensieri tutti.
 
Giunse l’alba con passi incerti
e diede riposo ai rami stanchi
… e nel silenzio tanto agognato
l’ospite si congedò sazio
lasciando dietro di sé
porte sprangate e avanzi.
 
(Criss)

Vita e metafore

lunedì, Ottobre 20th, 2008
Osservazioni
 
Ai piedi del grande albero
il vento accarezza l’erba
il sole gioca a nascondino
con la timida foglia
il ragno fa l’altalena
ridendo a testa in giù
mentre osserva il girino
che ancora non sa chi è.
Il ruscello porta a passeggio
l’ultimo raggio di luce
svelando radici nascoste
… ed è trascorso un giorno.
Ora le lucciole sfidano le stelle
nel riflesso dell’acqua
il ragno continua a dondolare
segnando il tempo
del girino che sorride
mentre sfida il cielo
con un balzo improvviso
all’alba di un nuovo giorno.
 
(Criss)