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Archive for Dicembre, 2008

" Non è nulla"

martedì, Dicembre 30th, 2008

Quando ero bambina cadendo
 mi sbucciavo le ginocchia
" Non è nulla" mi dicevi
… ed era vero,
bruciava un pò
ma poi passava.

Quando da ragazza
tornando a casa
gli occhi lacrimavano
" Non è nulla" mi dicevi
… ed era vero,
pochi giorni e passava.

Oggi sono donna
… sono madre
i miei occhi si spengono.

E tu incrociandoli
" Non è nulla" non lo dici più.

Oggi sarebbe necessario
sentirti dire la più grande
delle ipocrisie

… ma il tuo silenzio echeggia
nella solitudine aumentando
il mio dolore.

(Criss)

Di vetri infranti e sole che non riscalda.

lunedì, Dicembre 29th, 2008
 
Quella mattina fu più difficile di altre, alzarsi e adempiere ad ogni faccenda. La notte appena trascorsa non fu nulla di particolare, i soliti pensieri, le solite parole gettate su un foglio, per cosa poi…
Era strano svegliarsi ed avere la consapevolezza che rimanere a letto sarebbe stata la stessa cosa. Si avvicinò alla finestra, era una bellissima giornata, un insolito sole per il mese di Dicembre. Il freddo che avrebbe dovuto rimanere fuori dalla porta si era impadronito del suo corpo, lo sentiva dentro come una tormenta di neve. Una bella tazza di caffè l’avrebbe rimessa al mondo, o perlomeno le avrebbe aperto gli occhi. Decise di prenderlo sul balcone mentre il sole avrebbe riscaldato il suo viso.
Un panorama visto e rivisto per anni, si ripeteva che avrebbe riempito di gioia ogni suo sguardo, eppure, quella mattina per lei fu come un pugno alla bocca dello stomaco, fu come sentire che il sole era suo nemico, quel calore che le si appoggiò sul viso acutizzò il suo malessere. Perse lo sguardo lontano, arrivò a sentire il profumo del mare e la brezza marina che le accarezzava il viso “avrei voluto tanto essere al mare adesso” si ripeteva; una domanda meditata da sempre a cui non aveva mai voluto dar risposta le appesantì ancor di più il respiro << che faccio qui?>> Fu una sensazione terrificante sentirsi intrusa e sconosciuta nella sua stessa vita.  Un’assenza ingiustificata la sua, una fuga dalla vita senza portare con sè altro che valige piene di perché irrisolti, di decisioni mancate per codardia, di sensi di colpa per cose che non sapeva neppure di aver commesso. Ma che aveva fatto poi, oltre che sentirsi sempre sbagliata. Semplicemente aveva vissuto fuori dal reale per troppo tempo, e la realtà invece le si era radicata dentro fino al midollo, consumandola giorno dopo giorno. Adesso, di fronte a un mare d’argento, un sole bellissimo e il suo caffè caldo aveva purtroppo visto l’inutilità della sua esistenza, aveva giocato per troppi anni al tiro alla fune non prendendo una posizione precisa, aveva puntato i piedi a terra permettendo che alle estremità branchi di cavalli sciolti tirassero ognuno dalla propria parte e per forza di cose, ora, il risultato era la sensazione lacerante che dentro se stessa lo strappo era reale. Per la prima volta, quello che credeva fosse il suo rifugio, era diventato la sua gabbia, senza finestre da dove evadere, senza feritoie da cui far entrare aria… senza vie di fuga. Era all’angolo! Si impadronì di lei la paura, il pensiero di un disquilibrio nel suo essere non l’aveva mai neppure sfiorata, eppure, quella mattina ne sentiva le conseguenze, sentiva dentro di se il rumore assordante di un campo di battaglia in cui non si sarebbero avuti nè vincitori nè vinti, in ogni caso l’unica sopravvissuta sarebbe stata la sofferenza, la delusione, la disperazione di aver perso qualcosa a cui aveva creduto… se stessa. Era arrivata al punto che non le interessava neppure il luogo dove si trovava, non aveva mete dove desiderasse spaziare, la fantasia non le bastava più, e la realtà era diventata troppo pesante per lei. Si trascinò così, per tutto il giorno, percorrendosi in lungo e in largo, ma ad ogni bivio che incontrava vedeva sempre e solo la stessa direzione… dolore. Impietrita si accorse che il tramonto le era alle spalle, una lunga notte si avvicinava, qualora non la stesse già vivendo da sempre.
 
(Criss)

Tempo

lunedì, Dicembre 29th, 2008

Io sono nessuno e non faccio poesia… però

domenica, Dicembre 28th, 2008
Hai fatto caso quanto sei misera oggi luna, assegnando i tuoi raggi soffusi?
 
 Anche tu, come gli occhi della gente, oggi, abbassi lo sguardo di fronte ad un essere umano che muore nel sonno dal freddo. Lo vedi?  Guardalo!
E’ coperto da freddi cartoni, mentre bigotte matrone e ricchi signori si chiedono cosa indossare per il cenone di capodanno.
 
Hai fatto caso a quanto è triste, oggi la tua luce?
 
Come una donna che vaga di notte svendendo il suo corpo. La vedi? Guardala!
Mentre abbassa lo sguardo e porge la sua carne al miglior offerente, sperando che non abbia intenzione di farne pezzi da gettare in un fosso… e ha paura, ma deve mangiare, deve evitare di esser picchiata a morte… e vaga, fin quando l’alba non vede i suoi occhi con il rimmel colato, che le smaschera il viso distrutto.
 
Hai fatto caso a quanto sfuggi oggi dietro le nuvole,  per troppa rabbia?
 
Sarà per l’ esuberanza lasciata sulle strade da giovani vite che avevano fame di libertà, che avevano voglia di vivere il vento sfidandolo in pazze corse, di cui non si vedeva il traguardo fino al momento in cui… le luci si sono spente, la musica ha finito di urlare, e hanno iniziato a gridare solo le lamiere, sparse su una carreggiata d’asfalto coperta di sangue e morte.
 
Hai fatto caso, quanto oggi, tu luna, che ispiri quantità smisurate di poeti, a me che poesia non faccio, fai pensare solo alle beffe di questa vita infame, che nulla ci da e tutto trattiene, non per sua scelta, ma per nostra poca cura nell’averne rispetto, verso noi stessi… verso gli altri.
 
Hai fatto caso luna stasera, a tutto ciò che è accaduto, e come gli esseri umani hai fatto finta di niente.
 
(Criss)

Alba

sabato, Dicembre 27th, 2008

Mare

venerdì, Dicembre 26th, 2008

 

Hai mai tenuto stretto il mare nelle tue mani?
Sentito il battito delle onde frantumarti il cuore?
E il vento? Quella brezza che sa di sale,
che ti possiede la carne facendoti vibrare 

… l’hai mai percepita l’anima del mare?
Quella sensazione inspiegabile
che ti prende lo spirito facendoti sentire parte
di una distesa sconfinata. 

Hai mai sentito la forza del mare?
Quell’emozione che ti fa sentire
insignificante quanto un granello di sabbia
che in ogni istante viene baciato,
amato  e trascinato a largo senza difese.
 
(Criss)

Dream of liberty

venerdì, Dicembre 26th, 2008

 

Silenzio, abbracciami! 
 
Non so quanto tempo ho trascorso
congedando il sole nel suo declinare. 
Il giorno è svanito dalle mie mani
come un filo d’erba nel vento. 
 
La notte giunta troppo in fretta
con bocca spalancata ha infierito
 non cercando carne da divorare. 
 
E nel tempo in cui la mia ombra
si è sciolta nell’ultimo grido di libertà
invano ho chiamato la morte. 
 
Dove è adesso la donna?
Dove è adesso l’orgoglio? 
 
Nelle ore del dormiveglia
ho appeso alle stelle un mantello
cucito con la sciocca disperazione
di esser lasciata sola… a pensare. 
 
Ora stanca di questa notte oscura,
l’unica via da seguire sembra
il profumo di una rosa dai petali
tinti di sconcertante paura. 
 
Dove è adesso la donna?
Dove è adesso il coraggio? 
 
(Criss) 

Tanti auguri a tutti voi

giovedì, Dicembre 25th, 2008

La fiamma della speranza
divampi in tutti i cuori.

Per un mondo migliore
Per una vita che valga
la pena d’esser vissuta
sempre
con dignità e amore.

Non dimentichiamoci di loro…

mercoledì, Dicembre 24th, 2008
Dedico questo testo (adesso che posso pubblicarlo) a tutte le persone che oggi non possono rendersi conto che è la vigilia di Natale, a tutte le persone che dalla finestra di un ospedale vegliano chi amano osservando le luci accese per le strade sapendo che la vita scorre mentre accanto a loro giace un essere umano la cui vita è appesa ad un filo o a una macchina che da loro la vita. Dedico queste semplici parole a chi ama la vita e a chi pensa di non doverlo fare, di modo che si possa riflettere in merito al dono che ci viene concesso e che molti non riceveranno in questo Natale.
 
Vita apparente 
 

Rifugge dalla mente
il sol pensiero di resa
mentre si osservano
quelle gocce lente
… lente come le ore,
che inesorabilmente
una appresso all’altra
cadono come
i giorni a venire
… e si confondono
nei ricordi di una vita
racchiusa
nei silenzi assordanti
supini su un letto.
Risuona l’eco
nel vuoto dei pensieri
di una voce silente
… di una presenza assente
che viaggia lontana
sorretta da un filo di vita
richiamata indietro
da un’immane speranza
che giace senza sorriso
al suo freddo capezzale.
… ed il profumo
dei fiori freschi,
dei giorni felici… ormai
si confonde
con l’odore acre
dell’attesa dei tristi giorni
in cui genitori
… sopravvivono ai figli
condividendo
un destino innaturale
che divide vita da morte. 
 
Cristina Desogus

Donna_Farfalla

martedì, Dicembre 23rd, 2008