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Archive for the ‘poesia’ Category

Occhi d’aria in chicchi di grano

sabato, Dicembre 1st, 2012

Lembi di pensiero hanno tratti di pelle,
s’accostano al pallore innocente di un paio
di labbra che mai hanno assaporato baci,
sono sguardi calmi che da tetti obsoleti
partecipano ai lutti di cui non conoscono
né inizio né scopo, eppure li vivono.
E la mano. Ah quella penna autentica!
Feconda d’essenze, nella mente impasta
paure, s’appoggia ai colori spensierati
d’ inalterati prati, si disseta dell’oro
dei giorni d’estate e intinge il suo dito
ossuto, nelle deluse macchie dell’umanità.
Ed esse emergono, sguazzano discinte
a pelo d’acqua come gocce d’olio;
il mondo è in un bicchiere che non riesce
a fonderle in drappo di finto azzurro.

Cristina Desogus

Gocce di polvere

giovedì, Novembre 29th, 2012

L’occhio si ferma su mano sterile
di tempo, tesa verso l’orizzonte
la voce è una gabbia d’aria umida
che strozza le parole eccessive.

La stella madre è ampolla colma
di un tetto troppo vasto in cui
l’essere è un perdersi in partiture
di noi armonia, siamo il racconto
che vigoroso muove il suo dire
nel raggio di un fugace iride.

È orfano esistere il nostro,
senza brama di tempo siamo
sorsi di pioggia che calano lenti,
tenendosi in equilibrio sul ciglio
del giorno; ed è lontano vagare
di due macchie scure, rapite
nel cenno raccolto delle labbra
in ginocchio alle porte riservate
di un repentino imbrunire.

L’attimo ci ferma Vita, coscienti
di essere solo timido battito
d’ali acerbe, siamo sol pulviscolo,
tangibile movimento che dilata
questa brezza densa di ordine.

Cristina Desogus

È un rincorrerti piano

lunedì, Novembre 26th, 2012

Il respiro assorto nel crescendo di un tramonto
sui vetri tratteggiava nastri d’azzurro cielo,
un sigillo di attimi in due millesimi di paradiso.

Lieve ho steso il pensiero sopra un manto
di rose, profumandole così di illusioni,
e su teneri guanciali di tulipani gialli ho posato
il cuore ancora vivo caldo, ma stanco
di un prolungato cammino senza destinazioni.

Ho dilatato ogni indugio trattenendo il fiato
anche quando la luce rintoccava sui tuoi muri;
il fumo chiaro dai camini destava il gelo,
nei campi la notte sconfitta dal Sé
alla fresca bruma si univa crocifiggendo occhi;

tuttavia ho riposato, steso il pensiero
sopra manti di rose profumate di nuove albe,
e il cuore ancora caldo ho posato su guanciali
di freschi tulipani gialli appena dischiusi.

Cristina Desogus

Di nero velluto vestita

venerdì, Novembre 16th, 2012

Ancor prima d’arrivare
m’oltrepassi nella confusione
di tutto ciò che sei;
in te ambigua riascolto di

quando svelti erano gli anni,
e gli sguardi ansiosi di godere
allarmavano sguaiati grilli.

Oh mia notte, mia puttana
ingenua e ribelle
non ti avessi allietata
di troppe rughe nel tempo
ora saresti scaltra;

non riesci più a fottermi
cavalcando nuda
dentro sogni lucidi e incubi;

dovresti essere più diabolica
statua d’acqua e sale,
falce senza cuore
che pende sulla mia testa
tra arcani arcipelaghi d’idee.

Cristina Desogus

Come pioggia negli occhi

mercoledì, Novembre 7th, 2012

Ed infine, crolla
in rovescio il tramonto.

Funereo il cielo;
è solo inane sfumatura
per lo sguardo.

Pioggia negli occhi,
il bacio di quell’aurora:

sui tetti, umidi
uccelli lavano l’affanno
dai fianchi;

e ti scorgo, in tremolio
improvviso di volo

effimera ebbrezza,
la tua fuga s’addossa
su scolorite labbra;

e ti incido in quel,
fumo riempiendo stasi
di vizio e veleno,

e godo di arsa visione
con stessa vanagloria
con cui ti amo.

Cristina Desogus

Mi nasci sulle labbra

martedì, Novembre 6th, 2012

È intimo piacere

nascerti
nel ricamo dell’alba,
fermarti dentro
l’ istante

sentirti lambire
il mio respiro

siamo occhi svestiti
del giorno
sulle mie labbra.

E poi…

Cristina Desogus

Mi sussurri nell’aria

lunedì, Novembre 5th, 2012

Mi sussurri nell’aria
ed ho voce vera d’essere
avvinta alle tue brezze,
incantata da consonanze
e versi di discrete rose,
tutta l’aria è di te
vertigine appoggiata
sulle mie labbra arrese.
Mi sussurri nell’aria
e l’abisso deluso
si slega da stormi di idee,
fumi neri si schiudono
in rapito ascolto
e non ho più memoria
del freddo vento
che muoveva sfuggente
la mia nuda figura
infelicemente duellando.

Cristina Desogus

Mi Sei sangue Amore

sabato, Novembre 3rd, 2012

Ah, Esser Amore. Cos’è poi, Amore?

Momentaneo giogo trascinato da due
stolti, in apparenza naufraghi gioiosi,
spogliati d’ogni gloria a di-struggersi
per carne la mente, afflizione e sogni.

Ah, se potessi farti capire quanto Sei,
quanto Amore. Ti sussurrerei ancora
e ancora che ti amo; girando intorno
alla tua invitante ragnatela ti fisserei
in ossessioni di carne e ti implorerei:

“divora-mi, sfama il tuo Essere in me
finché, sentendo la vita che si dibatte
in ogni tua fibra, sceglierai morte pur
di non slegare il tuo sangue dal mio.”

Ah, Esser-ti Amore, Esser-ti sangue…

Cristina Desogus

Memorie di polvere

giovedì, Novembre 1st, 2012

Ho memoria di una notte indolente.

Di stelle il drappo nel cielo appeso ai forse,
due mani di ghiaccio lambivano il viso,

consumati

in assenze del poi, ungevamo dita di vuoti

dentro un anonimo cimitero sbiadito

inaspettata
una solitaria cantilena,

riempiva sovrana il respiro dei pini di noi,

era strano,
parlava alla tua mancanza con la tua voce,

morbida più della rugiada che al mattino
sveglia l’alba delle più belle cose.

E prima ancora siamo stati goccia.
Un assolo di tempesta che scarica a mare.

Si cadeva dai tuoi sorrisi incendiando

la sera
accecante

ma troppo lontana
per stringerci entrambi al suo turgido seno.

Il mare le sue estremità, gli occhi il pianto
in onde e suppliche di chi voleva

rinascerti
accanto

con margine di orgoglio divoravi
il mio stesso infelice cielo e il falso chiarore
tipico delle parole non dette,

non potevi saperlo

ma avresti detto
-tu muori nell’istante amplificato di un noi.

Cristina Desogus

Anima Maledetta

domenica, Ottobre 28th, 2012

Lasciami andare, mio demone imperfetto,
ormai è giunta l’ora per me di partire,
andare per terra di labirinti e impellenze,
terra che luce non chiede, e ombra non teme.
Laggiù, davanti al primo cancello, custodito
da un ratto ubriaco e fatto d’oppio,
a terrà lascerò il mio sapere e l’ignoranza,
i lacci della carne e le leggerezze del cuore;
solitaria ed efferata come la stessa vita,
la via porterà l’anima mia maledetta
dove radici han già superato l’abisso più cupo.
Morte, oh amica Morte, non accendere i lumi,
non apparecchiare la tua deliziosa tavola,
non tribolare anzi tempo scaldandomi il letto,
non sei tu che verrò a consolare stanotte,
non è questo il tempo, non ancora.
Lasciami andare, mio demone imperfetto,
asciuga le tue profumate lacrime ora,
vado cercando un peso maggiore dei tuoi vizi,
vado tra solitudini e lontananze segrete
per trovare l’insaziabile fuoco del mio Essere.

Cristina Desogus