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Occhi d’aria in chicchi di grano

Lembi di pensiero hanno tratti di pelle,
s’accostano al pallore innocente di un paio
di labbra che mai hanno assaporato baci,
sono sguardi calmi che da tetti obsoleti
partecipano ai lutti di cui non conoscono
né inizio né scopo, eppure li vivono.
E la mano. Ah quella penna autentica!
Feconda d’essenze, nella mente impasta
paure, s’appoggia ai colori spensierati
d’ inalterati prati, si disseta dell’oro
dei giorni d’estate e intinge il suo dito
ossuto, nelle deluse macchie dell’umanità.
Ed esse emergono, sguazzano discinte
a pelo d’acqua come gocce d’olio;
il mondo è in un bicchiere che non riesce
a fonderle in drappo di finto azzurro.

Cristina Desogus

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