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Archive for Febbraio, 2009

Attese

venerdì, Febbraio 27th, 2009
Attendo il tempo che verrà
divisa nello spazio senza fine
che intercorre
tra il sussurro attuale
e l’estasi futura.
Attendo che a questo tempo
venga concesso un cuore
e pietà lo muova allentando
la morsa su questo inverno
affinché la calda estate
noi possa incenerire
come legno sull’ardente fiamma,
percorrendo mille sentieri
ed un solo fiume
in cui liberi confluire.
Attendo il nostro tempo
consumandomi con carta e penna
mentre abbraccio un destino
che imprime lacrime d’inchiostro
in pareti d’azzurro cielo
e mare senza orizzonte
… perché è dolce morte
amarti senza limite
aspettando il giorno in cui
abbandonata ogni paura
sarai luce d’alba nuova
senza alcun tramonto.
Attendo te che sei in me,
in ogni tempo, in ogni passo
in ogni cosa
… anche nell’assenza
che genera maree senza vento
in questo amore
che m’annega tra le spume
come piccolo granello
senza altro scopo che amarti.

Cristina Desogus

Malinconicamente

giovedì, Febbraio 26th, 2009

 

Così stanco
ha camminato il giorno
intrecciando ragnatele
di pensieri
a cui appendere
il sorriso
accarezzato dal sole.
Il fumo
dell’ennesima sigaretta
ha disegnato
giochi d’ombra
tra le foglie annoiate
rimaste appese
in estenuante attesa.
Inutile lo stuzzicare
dei colori del giardino
sulle mie ciglia.
La malinconia
ha vinto
accogliendo nel ventre
il germoglio di una lunga
notte di veglia.

Cristina Desogus

Di ghiaccio è la notte allo specchio…

giovedì, Febbraio 26th, 2009

Le mani sul capo
e il mondo si stringe.
Pioggia e ghiaccio
si sono contorte
nelle viscere della notte
domande…
 
 domande e risposte
nella mia mente
hanno ballato invocando
riti a me sconosciuti.
Impietrita,
percorro strade
che non sento mie
disegnando orme
che urlano il mio nome.
Sono io il riflesso
sbiadito di questa stanza?
Serratevi pugni, adesso
 
 sui palmi
voglio sentire
il dolore
della carne che sanguina
poiché tremo
 
senza muovermi.
Il gelo mi ferma dentro
quell’immagine 
costringendomi a vedere
ciò che di giorno
 fugge.
 
Ti sento voce
 dallo specchio
 chiedermi:
è forse l’anima o
la misera donna
che sulle sue rive
cerca il pianto?
Oppure…
 
oppure è il silenzio
che ancora più forte
 urla
insoddisfatto
la brama
di autocommiserazione
cercando
in quella figura
ciò che lo sguardo
di fronte mi pone?
Sarebbe più semplice
contare i fili d’erba
e i fiori appassiti
che i miei passi
hanno calpestato
senza ammirarne il verde
piuttosto
che ammettere
ciò che oggi
osservo scivolare
senza vergogna.
 
Impietrita
 ascolto ancora
 
 e ancora la tua voce
m’inchioda
a quella fiamma
 
e tu
nulla mi dici,
continuando a danzare
indifferente
eppure il fuoco
è in te,
ma non riscaldi
nella tua cenere sprecata
senza donare calore
anche oggi
hai consumato la mia notte
 
pensando…
 
Cristina Desogus

Goccia di pianto muta

martedì, Febbraio 24th, 2009

Mentre la solitudine avanzava
rivelandoci indifesi
la voce smarrita raccontava
di quell’amaro rigo
che tagliava il tuo viso.
Tra giochi di lumi consumati
e rincorse di venti
le mie parole divennero mute.
Sprofondò dentro l’anima
come scivola un petalo
staccandosi dal fiore
per poi posarsi sulla mano
bruciando mentre parla.
Ora è cicatrice sul cuore
e ad ogni tua assenza
sanguina parlandomi di te.
Ti avrei stretto Vita Mia.
Ti avrei stretto
più della mia stessa vita
e, l’ho fatto
mentre soffocavo inerme
tra le pieghe della distanza.
Solo alla crudele oscurità
ho rivelato allora come oggi
quanto inutile mi sia sentita
in quell’istante senza fine
dove nulla ho potuto
tranne vivere le tue lacrime
senza poterti abbracciare.

Cristina Desogus

 

Lontananza

lunedì, Febbraio 23rd, 2009
Io avevo delle cose che credevo fossero mie
ne ho custodito l’essenza il profumo, l’emozione
… un dì ho aperto la finestra
e come si fa con le farfalle le ho liberate in volo
lasciando che il mio sguardo in esse si perdesse.
Oggi di mio non ho più nulla neppure il cuore
l’amore ha varcato quella finestra e sulle sue mani
l’ho posato senza riserve, senza nulla chiedere..
Oggi, risuona possente e a me il suo canto ritorna
ad ogni albeggiare e come fiore prezioso
disseta e nutre con stille di rugiada e miele
come solo Lui è capace di fare.

Cristina Desogus

La Mia parola

domenica, Febbraio 22nd, 2009
Un sol colpo al cuor
fu inferto
e la parola Mia
ridusse a brandelli
 le carni
rendendole
nude e fragili
davanti alle lacrime.
Cadde lenta
 la spada
contando i secondi
bruciandone i cigli
aggiungendo così
al dolore
il massacro
del sangue che gela
le vene
mentre d’annegar
nel respiro
chiede destino.
Oh sguardo, perché?
Perché
 non hai strappato
gli occhi
alla mia mente
 … di pietà
ti saresti vestito
 lasciandomi
 cieca e coperta
di neri veli
davanti alla parola
che credevo
solo Mia.
 
Cristina Desogus

Leggendo Fra(da: Come naufrago)

domenica, Febbraio 22nd, 2009
Come naufrago
 
Di  quegl’attimi ultimi
muti fuggiti nel vento
ho fasciato la lingua
e il mio capo
ma la pelle ho asperso
e la mente al suo canto.
 
Ho comprato una vela
e un legno lieve
al mercato del pesce
e un guscio ho costrutto
ad affrontar’ le onde
 
Il vento mi spinse
per calli inviolate
su umide valli
e sotto il mar li remi
fessi a governarne il flutto
 
Su candide spume
il suo corpo emerse
come Dea fortunata
come unica terra
che al canto suo
al suo amor s’appella.
 
Naufrago io allor’ divenni
e di porti e strade
mi scordai la mente
allo splendor’ che agl’occhi miei
mi prese.
 
Ancora palpita il cuor’
sopra allo scoglio
è onda ogni sua lacrima
e ogni sospiro è pioggia
sopra alle vesti.
 
Francesco Melis
 
***
 
 

T’ho visto andar triste attraverso le onde
lontano nel vento senza timone
hai seguito solo un pulviscolo di stella.
 
Ed io, in quell’orizzonte di fuoco
 che è tuo abbraccio ho perso lo sguardo
trovandomi per sempre nel tutto
che irrimediabilmente possiede il mio cuore.
 
Nell’ondeggiar mutevole del nostro mare
ho abbandonato senza rimedio
l’anima persa nel tempo senza ritorno
colorando le pareti del cielo
di me e di te.
 
In quel giorno che oggi appare limpido
nella memoria come allora
 
senza ragione alcuna se non in quelle dell’amore
ai flutti ho gettato ogni difesa
per arrivar dove, tu oggi sei
 sole che brucia la pelle con lo sguardo.
 
Maledetto il destino che di me si fa scudo
e di notte indossa vestito
sferzandoci con onde selvagge che d’amor
il tocco raccontano.
 
Non son dea, non sono mortale.
 
Son aria dispersa nei flutti di un dio
che è diventato mio mare
trasportandomi nell’immensità dell’oblio 
riversando e prendendo respiro
nei gesti che regalano morte e vita
in un sol colpo.
 
Non conosco né voglio più limite
di lidi e calde spiagge, di scogli e dirupi
a cui appigliarmi non cerco più fermezza
 
dispersa e fragile sono ora nel suono
che da lontano mi giunge imprigionandomi a te
nella più immensa delle gabbie.
 
Cristina Desogus
 

Essenza

martedì, Febbraio 17th, 2009
Non c’è pienezza più grande
che dischiudere le mani
 senza timore ed acconsentire
alla vita di scorrere
sfiorando le membra marchiandole
nel frantumarsi sincero delle onde
che levigano e modellano
il pensiero libero in ogni istante
 smarrendosi nell’immensità di qualcosa
 che, non si riesce a tramutare
in parola… ma si stringe, si porge,
 si spalanca donandosi
senza vincoli di pentimento
a quell’orizzonte che è linea
 indefinita oltre l’infinito di tutto
… oltre me semplice pulviscolo.
Non c’è silenzio più sommo
che passeggiare
nei vicoli senza luce, scalza
 amando le onde che muoiono
per poi rinascere nelle sabbie immobili
 che le attendono… e i miei passi
 in esse si dissolvono ad ogni respiro
lasciandomi in balia dei flutti
libera nella mia vera essenza
annegando e riemergendo senza catene
 nella luce del buio.
 
Cristina Desogus

La solitudine è come una scatola senza pareti…

domenica, Febbraio 15th, 2009
La solitudine
 
 
Alla fine è giunta la notte
graffiando le pareti del cuore
 
ha disegnato sentieri
privi di stelle
a cui appendere i sogni.
 
… bussa alla porta
insistente lei, sempre lei.
Cristina Desogus

Per te

sabato, Febbraio 14th, 2009

Briciole necessarie per vivere
sono tutti gli attimi del giorno
 
non m’importa se fuori piove
non m’importa neppure
se il sole splende mostrando pietà
per il mio sorriso spento
 
cadesse in questo istante il cielo
frantumandosi sulla terra
nel tuo cuore oggi so d’esistere
e nel suo palpito vivo amandoti.
 
Cristina Desogus