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Non-Senso

Sono il cammino sterile della pioggia,
con foga ingravido di martirio la terra
già pregna di rancore e orrore umano.

Altre volte sono granaio che straripa,
senza alcun rimorso vedo mio fratello
a terra, muore per mancanza di pane.

Anche oggi è morto il giorno in me.

Sono il falco assassino da calunniare,
con me si diletta l’amabile colomba,
sul tetto m’apre le cosce, sorridente
macchia col mio sangue il suo petto.

Muore dentro occhi ciechi l’umanità.
Il verme rincorre la foglia per mutare
aspetto, s’atteggia, si sente leggero.

Anche oggi è morto il giorno su mani
impeccabili, sono tese e offrono fame.

Stringendo, mi scompongo fuori asse,
chiuso in virgole ed editti che godono
dentro dottrine riempite di menzogne.

-In foreste di pioppi, hai mai cercato
fiori nell’ombra emarginata dal tutto?
Te lo vedi cadere addosso il decorso
di pace e l’infame rovescio del sereno.

Sono il Non-Senso dell’essere Vita.

Sono il minuto di solidarietà sincera
per la morte, di ora in ora annaspo
nel falso vociferare di verità assolute,

sano il giorno defunto nelle tue virtù,
il cieco afflitto da pregiudizi e morale.

Cristina Desogus

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