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Archive for Settembre, 2008

Per te, lascio al vento… un pensiero felice

domenica, Settembre 28th, 2008

 

Foglie d’autunno
 
Su rinsecchite foglie d’ottobre
 dolce pioggia scende copiosa.
Oggi, spira settembre e
il fulmine marchia a fuoco
nelle vene un nome… Il tuo!
Oh dolce Autunno, tu sei
Primavera nel mio cuore.
Ben presto busserà l’Inverno
alle porte dello sguardo, e
 domani dei tuoi saldi abbracci
occorrerà forza per non cadere.
Amami, oh semplice uomo,
 oppure lentamente nel vento
 dell’oblio lasciami vagare.
 
(Criss)

Spazi senza tempo.

sabato, Settembre 27th, 2008

foglie di pioggia

Vorrei trovare il modo di mettere ordine alle parole, riuscire a separare i pensieri dalle illusioni,
chiudere gli occhi e dormire, lasciarmi cullare da questo movimento strano che è il mio respiro.
Anzi, no! Perché dormire e rischiare di sognare.
 
Vorrei uscire fuori e giocare, correre sotto la pioggia senza che nessuno possa dire : è pazza!
ma che m’ importa… Che lo dicano pure, troppo poco mi sono interessata dell’opinione che altri potevano farsi di me.
 
Nel mio girotondo notturno, sento la forza del temporale che mi avvolge, e giro…
 Giro, giro, e giro ancora più forte, fino a quando la mia testa ha l’impressione di cadere….
All’improvviso stordita mi accorgo che l’equilibrio è perso e le gambe stanche cedono e, mi mandano giù…Finalmente a terra!
 
Le mie mani, ora non stringono una penna, non custodiscono dolore e sogni.
Le mani sono immerse nel  fango, e, le osservo mentre si confondono nella terra e scompaiono.
Insistentemente continuano a  girarmi attorno i pensieri, come piccoli esseri che giocano tenuti per mano…
Oppure sono io che da ferma,  giro intorno a loro, sperando che mi chiedano di entrare nel loro strano cerchio… Ma non lo fanno,  e il loro silenzio diventa anche il mio, in un gioco senza senso.
 
Ho sete, sete di me e del mio essere che non riesco a trovare.
Sete di conoscere il mio posto in questo assurdo mondo che non riesco più a capire.
 
Disseto con la pioggia le  labbra, ma l’acqua su loro si gela e  le spacca,
mi nutro del mio stesso sangue, non posso concedermi di perderne neppure una goccia.
 
….Come trema ora la luna per questa sua creatura,
 si nasconde e  trema di paura
digrigna i denti a difesa come una gatta pronta ad attaccare…
 
Ma chi vuoi attaccare? Non sono altro che una rana.
Non chiedo altro che il cielo continui a far cadere poche stille d’acqua  per stare bene, il mio stagno si è inaridito e adesso vivo in una pozzanghera d’acqua salata.
 
… Non mi si tolga anche questo,
 domani all’alba io lascerò il posto agli uccellini che avranno sete
e nell’ombra come ho fatto fin’ ora tornerò.
 
(Criss)

Ricordi nel tempo

venerdì, Settembre 26th, 2008

Rosa e boccioli bianchi

 

Boccioli di rose.
 
Dal roseto germogliato spontaneo
 nel vergine giardino, piccoli  boccioli
 s’apprestaron  a far capolino,
timidi e frettolosi, senza riflettere
 rivolsero i loro fragili steli verso il cielo.
Maggio li vide in prima fioritura
 e da li… Tutta primavera,
giochi d’api e leggiadre farfalle
 posarono loro sguardo curioso
su ogni profumatissima rosa.
Giunse la calda estate,
 il sole bugiardo bruciò i loro petali
  senza pietà, ed agosto, li vide appassire
ad ogni primavera avvenire.
 
(Criss)

Delusioni

giovedì, Settembre 25th, 2008

Potessi non sentirmi così…
 
 
Potessi essere uno schizzo d’acqua di questo mare. In esso potrei confondermi, sentirmi forte al pari delle sue onde in tempesta. Vorrei essere forte come loro, quando maestose giungono alla riva trascinando via ogni impronta lasciata per caso durante un’ assurda  passeggiata solitaria.
 
 
Potessi essere uno di questi minuscoli granelli di sabbia che formano l’ immensa distesa argentea. In essi mi confonderei attendendo la marea, dispersa tra mille simili come me, sognerei di andare lontano senza pensieri, trascinata a largo per sempre libera, sostenuta solo dal nulla durante il mio errare, senza meta fino a quando poi… Finalmente sul fondale calmo riposare.
 
 
Potessi essere quella nuvola carica di pioggia che dall’orizzonte osservo venirmi incontro veloce,  possente e minacciosa. Illusa non mi fai paura!
Come lei mi sentirei forte, leggera e sicura di dominare le mie lacrime, trattenerle per poi farle scorrere solo al momento opportuno…Non ogni volta che il cuore dal petto  devo strappare per soffocare il  dolore, reprimere  rabbia, oppure annebbiare un ricordo lontano per non sentirmi morire.
 
 
Potessi essere tutto ciò che al mio sguardo da sollievo, anche se fosse solo illusione per trovare un attimo di pace… Specchiarmi in quel riflesso cristallino che riflette ogni sogno infranto come un prisma dai mille colori. Ma non lo sono! Sono solo un essere fragile che accarezza l’alba in un giorno di settembre in riva al mare che promette tempesta a chi  ormai temporale nell’anima sente dilagare.
Potessi in lui trovare rifugio invece di questo  senso di impotenza per tutto ciò che dalle mani vedo scivolare come sabbia che non viene più bagnata  dal mare ma solo da lacrime amare.
 
 
Desidero sentirmi nuvola possente e invece… Aspetto il temporale per potermi confondere nel suo abbraccio premuroso… Stanca di asciugare la mia assurda pioggia che più nulla riesce a far germogliare.
Arresa ormai , sono stanca di lottare voglio vedermi  confondere in quelle gocce che su me si riversano dal cielo…
 
 
E così, in un alba che sembra non arrivare… Senza rendermi conto è giunto il tramonto in questo giorno senza fine, in cui  non ho visto il sole.
 Sola  seduta sulla sabbia ho solo sognato piangendo di non desiderare più nulla per non sentirmi più delusa da nessuno… Neppure da me stessa.
 
(Criss)

Percorsi…

giovedì, Settembre 25th, 2008

Donna
 
  
Lenta avanzi
 scalza
sommessa
persa
nel buio della notte.
 
Donna… Che fai?
 
Mi cerco!
 
Occhi bassi
capo chino.
La speranza, un ricordo lontano.
L’orgoglio , una fatica immane.
La dignità unica certezza.
 
Donna… Chi sei?
 
Non lo so!
 
Cerchi l’ultimo barlume di ragione sopravvissuto
allo scempio delle idee,
giustifichi anche chi ti legò per sempre ad una vita
in cui fiori profumati di delusione
avrebbero accompagnato i tuoi passi
 
Donna… Cosa vedi?
 
Un’ombra solitaria!
 
Cammini stanca per vie
in cui l’olezzo della menzogna
 avvelena il tuo sangue
stilla dopo stilla
ti consumi come quella sigaretta che osservi
come se desiderassi diventare quel fumo
che lento si disperde nell’ aria.
 
Donna voltati… Cosa vedi?
 
L’ ombra di oggi, ieri e domani!
 
L’hai lasciata dietro di te
per ritrovar la strada di casa
dove ormai sfiori la pazzia nel silenzio
convincendoti che non sia follia.
 
Donna… Quanto ti pesa cercarti?
 
Peserebbe di più perdermi!
 
(Criss)

…Non occorre altro che un tuo sorriso!

martedì, Settembre 23rd, 2008

(fotografia di Soylu)

Attraverso i tuoi occhi io vedo il mondo
e mi appare… Come tu sei in questo momento,
meraviglia senza eguali,
gioia di vivere nonostante tutto.

Attraverso i tuoi occhi io vedo la sofferenza
e mi appare…Come tu riesci a tenerle testa
orgogliosa e caparbia senza eguali,
emozione pura verso tutta la natura.

Attraverso i tuoi occhi io vedo la mia essenza
e mi appare… Come sei tu
semplicemente donna, semplicemente Lucia
… Una donna a cui la vita non ha sorriso
e nonostante tutto… Tu hai sorriso a tutto e tutti!
(Con affetto sincero a Soylu)

Cristina

Ogni autunno…

lunedì, Settembre 22nd, 2008

 

Mi fermai ad osservare
una danza… La tua ultima danza!
Rapita da ondeggiar tanto leggiadro,
mi ritrovai a pianger per te,
lento e sereno ti accompagnò
il mio respiro nell’ultimo volo.
Raccontasti la storia, il modo di vivere
racchiuso nelle tue nervature,
mali e gioie nel ripetersi eterno del destino
rinnovato ad ogni stagione.
Riposa ora un poco sulla mia mano,
lascia che attenda il fato
giusto o crudele  che sia,
 ormai è arrivato.
… Lascia che attenda il ciclo vitale
che alla terra vuol farti tornare
per poi  domani
… Ritornar a farti danzare.
 
(Criss)

La ricerca di me stessa sperduta nel pensiero

venerdì, Settembre 19th, 2008

Libero scorre il pensiero.

 

 

E’ sconcertante quanto spesso si abbia bisogno di scrivere per riuscire a liberare la mente, il senso di inadeguatezza che affligge ogni centimetro del proprio essere, diventa come un corda di cuoio , che dopo esser stata bagnata stringe il collo facendo mancare il respiro. E così, all’improvviso davanti al proprio sguardo, scorrono fiumi dove le acque appaiono divise, dai sassi ma inesorabilmente convogliano tutte prima o poi verso la stessa cascata. Seduta sulla riva di questo strano fiume osservo silenziosa, fili d’erba che mi fanno compagnia danzando sospinti dal vento, non riesco a parlare con loro, eppure loro lo fanno con me, ondeggiano, come a volermi far capire che tutto dipende da ciò che ci sfiora… Vorrei tanto poter dire che adesso mi sento forte, che nulla mi ferisce, eppure, almeno con me stessa non posso nascondermi dietro false maschere… In quel fiume conto i sassi, 1, 2, 3,… Né perdo il conto, né sento i lividi sui fianchi,  quando cercando di non affondare, a loro ho sbattuto, evitato uno, non ho avuto neanche il tempo di respirare perché il successivo era li, ad attendermi, e via di seguito fino all’ultimo, fino a quella cascata, nel vuoto senza appiglio… Un liberazione quasi… Immergendomi tra quei flutti ho sperato di riuscire a far affondare i miei pensieri, ma loro leggeri più del mio dolore, sono rimasti a galla. Quasi a voler prolungare la mia agonia, il mio cammino… Loro mi hanno fatto arrivare a riva. Un disfatta dietro l’altra, in cui altro non si nascondeva che un combattere solo contro me stessa, rifiutando il mio essere fragile. Il silenzio, adesso mi fa da coperta nelle lunghe notti insonni,  il cielo che rinchiudo in una stanza, da quaderno. Unica luce, il flebile bagliore delle stelle che ho smesso di contare, ma, riposte davanti al mio foglio uso come candela, che delicatamente illumina ciò che fa troppo male vedere,  che per paradosso, sento il bisogno di scrivere.

 

Un albero di salice

piegato dal vento,

sporge  verso le sponde

 scivolose di un fiume.

I suoi rami verdi,

vivono nella speranza

 di sfiorare l’acqua.

Che pena osservare,

quelle foglie gialle

rimaste attaccate

 sapendo di morire…

 

E’ notte, e tra quelle fronde sento il canto della malinconia che riempie l’aria, disegna sfavillanti magie per dileguare nebbie, s’alzano come fumi da una sorgente che non si ferma mai di scorrere, e il pensiero scava, si dimena, si dibatte, come un pesce appena tirato su dalla rete…Sa di morire, sa di esser destinato ad altri scopi…Ma ha sete e di quelle acque limpide come il silenzio, ne fa bevanda da guastare, al pari di un assetato nel deserto, quando legato a un centimetro dalla borraccia piena, la vede,  la sfiora, ma non se né può dissetare.

E, allora…

 

Vola allora pensiero,

 spiega le tue ali

dalla mie schiena,

 portami lontano,

 tra i boschi e gli antri oscuri

 della mia mente.

 Sono stanca di stare qui

 in riva al fiume ad osservare,

a vedere ciò che scorre

 in un circolo vizioso

 sempre controcorrente.

Sempre da me ritorna

 in un eterno inizio

che non ha mai fine..

 

Poesie classiche, poesie d’amore, ormai tutte le letture, non sfamano più la mia insaziabile volontà, di capire ciò che tutti vedono, ma che per orgoglio forse, non voglio accettare… Stanotte no! Non intendo scendere a compromessi, ormai lontani sono i discorsi, lontani i ragionamenti e le domande che le solite risposte non accetteranno più. Non esiste la teoria degli opposti nel mio pensiero, non resta in piedi neppure il discorso di me differente e quindi incomprensibile… Mi si ascolta quando conviene, quando forse, indubbiamente, la realtà delle cose diventa un innegabile paradosso da sostenere, per non dover rispondere a chi, ha occhi per vedere.

E, allora…

 

Coraggio,

buttati dentro te stessa,

salta il fiume del tuo pensare.

In lui lasciati trasportare,

 verso ogni luogo la corrente

 riesca a farti  arrivare.

 

Saltato il fiume, dall’altra riva osservo e scruto me stessa .

Un riflesso di tristezza e malinconia, ghirlande di fiori che non odorano più, foglie stinte, su cui scrivere pensieri senza inchiostro, senza senso, senza rimorso di aver scelto, pur sapendo di sbagliare.

 

E intanto, il fiume scorre e in lui libero la mia mente, come se fluttuare senza peso nella sua superficie potesse aiutarmi a non lasciarmi andare… Ma che voglio fare? Io voglio, lasciarmi trascinare, voglio sentire la corrente che mi sostiene, che mi attraversa… E senza oppormi arrivare, dove neppure io so di voler andare…

 

Come relitto dopo un terribile naufragio,

andrò alla deriva se sarà destino, oppure

nell’ acqua controcorrente risalirò

per ritrovare il comando di una nave

ormai colata a picco, senza tesori,

senza diamanti, perle e rubini…

 

Soltanto  fogli, tanti, nessuno bianco,

tutti imbrattati di parole impresse,

sconnesse e libere,come le lacrime

 che mi impedivano, allora di vedere

ciò che scrivevo… Oggi ciò che scrivo.

Unica penna, la mia mano

 che le asciugava…Che adesso le asciuga!

 

 

Ora basta! Sono stanca , mi sento svuotata, come se linfa vitale dalla voglia di scrivere mi fosse stata rubata…

Tornerò ai piedi di quel salice, ad aspettare che lui riesca a realizzare il sogno di sfiorare quelle cristalline acque, il suo vivere o morire sarà d’esempio per me…

 Se riuscirai, oh albero,  raccogline un pochino anche per me, per dissetare la mia vita che in acqua si sostiene, che nell’acqua annega, che di sete muore.

 

Il mio volo libero

giovedì, Settembre 18th, 2008

Libera

 

Nell’improbabile alba

di un mattino senza dolore

attenderò che il mare

infranga le sue onde

su perlati scogli,

trasformando in spuma

ogni fibra del mio essere nuvola

senza cielo terso in cui correre.

 

Nell’ imprevisto  temporale

che scatenerà mille fulmini

disperderò  forza nella cheta marea

disegnando cerchi concentrici

da cui emergerà il mio essere donna.

 

Impetuosa e volubile

come carezzevole vento

che cambia direzione

prometterò  all’orizzonte

devozione con  uno sguardo

e sarò libera  in un unico

interminabile sospiro.

 

(Criss)

Sentieri difficili

martedì, Settembre 16th, 2008

 

Sabbie
 
 
Cos’ è questa sensazione
che schiaccia il cuore,
il senso di smarrimento
che m’avvolge
come un sudario freddo.
 
 
Cammino per sentieri impervi
in cui i sassi sono sostituiti
dalle sabbie mobili…
 
 
Sprofondo lentamente,
 per non perire
afferro un pugno di quella sabbia
da custodire… Riesco anche
a trovare il coraggio di osservare
il mio palmo, che come clessidra
segna il tempo…
 
 
Granello, dopo granello
… Ancora un pò più giù.
Sono passati gli anni, li sento tutti,
… le risate hanno lasciato il posto
ai primi capelli bianchi che chiedono
di lasciar andare i giochi.
 
 
…Le rese, le battaglie e le sconfitte,
ricolmano ormai angoli
 che avrei voluto
riempire di ricordi felici
… Il sorriso non ha vinto,
 senza chiedere il mio consenso
è sceso a patti con il pianto.
 
 
Oggi, insieme sostengono
la mia anima mentre lenta scivola
tra quelle sabbie mobili
che richiedono risposte,
veloci e senza errori
…Pena la loro vittoria su me!
(Criss)