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Posts Tagged ‘per non dimenticare’

Penne incrociate

martedì, Febbraio 3rd, 2009
Vestita di blu  l’aria ti accarezza
 
in un cantone di strada
la solitudine ti siede accanto
 
spalle al caos e viso rivolto alla vita
con fare assente
muovi le pagine ordinate
di un quaderno dove la biro
 ti racconta e narra
di quel fazzoletto che il capo
 ti avvolge.
 
T’ osservo rapita e nascosta
dalla tua ombra
nell’angolo opposto
 
… e la mia penna s’incrocia alla tua
in un foglio già scritto
trovato per caso.
 
rifletto sugli effetti dei farmaci
 
mi scivola dentro
 l’afflizione della tua croce
 
L’inchiostro è una stilla veloce
che riempie pagine di sofferenza
vestita di blu come il cappotto
che piegato a lato ti somiglia.
 
… sollevi il capo, una pausa
 nel vuoto perdi i tuoi occhi
incrociando i miei
chissà che pensi, e di nuovo
 … scrivi.
 
Cristina Desogus
 
 
(Per non dimenticare chi intorno a noi soffre in dignitoso silenzio)
 

Vorrei dire

domenica, Gennaio 11th, 2009
A  te,  che…
 
nel silenzio delle ore, oggi, solitario pensi.
 
Ascoltami…
 
lo schiaffo che la vita ti ha dato
spinge  il tuo cuore
tra le braccia dei lontani ricordi.
 
Lo so che…
 
rivedi  tra adii  silenti e nebbie di ghiaccio
gli abbracci e i giochi di ieri.
 
Ascoltami …
 
non scostarli,   per camminare
taciturno tra le parole che avresti detto
… che avresti potuto dire.
 
Comprendo quanto…
 
il ronzio del sole ti paralizza le mani,
quando i tuoi occhi chiusi cercano il buio
srotolando domande su sentieri scuri.
 
Ti vedo quando…
 
i gesti dei giorni andati via  
echeggiano nei passi tuoi,  assordandoti.
 
Ascoltami…
 
non ricordare dei giorni,  il viola e il nero,
…  non solo.
 
Prova a…
 
ricordare  l’immenso  calore  ricevuto  
dall’ abbraccio che  ora ti manca.
 
Ricorda anche il rimprovero…
 
 dopo le  corse sfrenate lontano da casa
… le grida di quando bambino fuggivi
 per ribellione, per dare  prova
 che anche tu avevi ragione.
 
Ascoltati…
 
lascia che il dolore liberi la presa sull’uomo
e faccia sciogliere come fiumi le lacrime del bambino,
affinché  tu  possa accettare la scelta
che la vita ad ognuno di noi nel tempo impone.
 
Cristina Desogus

Senza parlare

venerdì, Gennaio 9th, 2009

Mille luci accendono la notte,
sono occhi spenti
le cui lacrime
dissetano labbra prosciugate.
 
Mille voci tacciono il giorno,
sono mani gelide che aspettano
a braccia tese la vita.
 
Mille e un componimento
cullano il crepuscolo
morendo nell’ aurora
 
… è maschera statuaria di gesso
che indossa
 
il gentil sorriso di donna
quando ad occhi chiusi
teme il suo riflesso nell’ angoscia
dell’uomo  fragile.
 
Occhi chiusi  sbranati dal dolore
nel sonno fuggito dalle tenebre
 rigano l’incedere dei giorni
 
le mani, il viso consumati nel tempo
 di un niente sono frontiera
senza retroguardia.
 
… ed è pioggia che cade
 bagnando il cielo
la lacrima che traccia il passo
 
l’ azzurro diventa nero,
tempesta svilente, luttuosa avanza.
 
Cristina  Desogus

Non dimentichiamoci di loro…

mercoledì, Dicembre 24th, 2008
Dedico questo testo (adesso che posso pubblicarlo) a tutte le persone che oggi non possono rendersi conto che è la vigilia di Natale, a tutte le persone che dalla finestra di un ospedale vegliano chi amano osservando le luci accese per le strade sapendo che la vita scorre mentre accanto a loro giace un essere umano la cui vita è appesa ad un filo o a una macchina che da loro la vita. Dedico queste semplici parole a chi ama la vita e a chi pensa di non doverlo fare, di modo che si possa riflettere in merito al dono che ci viene concesso e che molti non riceveranno in questo Natale.
 
Vita apparente 
 

Rifugge dalla mente
il sol pensiero di resa
mentre si osservano
quelle gocce lente
… lente come le ore,
che inesorabilmente
una appresso all’altra
cadono come
i giorni a venire
… e si confondono
nei ricordi di una vita
racchiusa
nei silenzi assordanti
supini su un letto.
Risuona l’eco
nel vuoto dei pensieri
di una voce silente
… di una presenza assente
che viaggia lontana
sorretta da un filo di vita
richiamata indietro
da un’immane speranza
che giace senza sorriso
al suo freddo capezzale.
… ed il profumo
dei fiori freschi,
dei giorni felici… ormai
si confonde
con l’odore acre
dell’attesa dei tristi giorni
in cui genitori
… sopravvivono ai figli
condividendo
un destino innaturale
che divide vita da morte. 
 
Cristina Desogus

L'ultimo viaggio

venerdì, Dicembre 5th, 2008
 
Infine
la vita ebbe torto
fu solo un ultimo viaggio
di farfalle senz’ali.
 
Sui prati
ogni fiore si spense
ogni  volontà si arrese
e al sole
chiuse le palpebre.
 
Il flauto che amava
smise di suonare,
e dalle sue labbra
si udì
solo un flebile vento.
 
Da quella porta 
aperta a metà
il verde degli alberi
si spense
e caddero le foglie
piangendo.
 
Infine le candele
furono spente 
la pioggia  
si ritirò sconfitta
dietro le nuvole 
lasciando spazio
solo alle lacrime
 
… stanchi
furono i passi
tra foglie inzuppate
di fango e ricordi.
 
(Criss)

Ombre

domenica, Novembre 30th, 2008
Scivolerebbero leggere come piume le parole
 
se il ghiaccio si sciogliesse dagli  occhi
… e invece, come nodi scorsoi si arrotolano
nelle mani mentre osservo linee spezzate
di pensieri e crudeli destini.
 
Scivolerebbero leggere come piume le parole
 
se questa maledetta puttana chiamata indifferenza
non  svendesse arroganza al miglior offerente
… e invece resta muta ad osservare
ingiustizie e violenza sulle strade del mondo.
 
Scivolerebbero leggere come piume le parole
 
se il  fuoco vincesse sulle lingue insincere
e le sentenze indegne
… e invece, dolore e morte trionfano
con il sostegno del dio denaro che,
sotto gli occhi di tutti avido conta
miserevoli spiccioli  agli angoli delle strade.
 
Scivolerebbero leggere come piume le parole
 
se il menefreghismo non rotolasse giù
da quelle scale che si dice portino al cielo
… e invece, dilagano le ombre nel mondo
gelando le mani di coloro che chiedono
un soldo di dignità  per poter vivere.
(Criss)

Silenziosamente sulle rive del mio mare…

domenica, Novembre 2nd, 2008

 

Mare d’argento
 
Era oggi,  l’alba dei santi.
Il mare vestito d’argento
catturava timidi raggi di luce.
Freddo e impietoso era il vento
quando baciava il viso.
 
Lo sguardo perso in alcun tempo
cercava ricordi sepolti
tra granelli custodi di tristi pensieri.
 
La parola… cos’era mai adesso
questo inutile suono?
Intorno al tutto che circondava
quel momento
solo un leggero profumo lontano
riempiva l’aria di pino e salsedine.
 
I canti del mare…
erano sommessi pianti
… era oggi, l’alba dei santi.
 
Velenose erano le nuvole
mentre dall’orizzonte
 avanzavano gravide
come matrone vestite a lutto
… da li a poco
avrebbero dissolto
ogni pensiero, ogni traccia di me
lasciata al mare
nei miei silenzi assordanti.
 
(Criss)

Senza un perchè…

martedì, Ottobre 28th, 2008
Fiori recisi
 
 
Fiori recisi in mattini improvvisi
… con il bacio della morte
ad essi è negato il primo raggio di sole
che scaldi il viso senza un perché…
 
Fiori recisi in mattini senza albe
… in tramonti senza ombre.
Nei cieli neri spogliati dalle stelle
lacrime piovono come petali scuri
accarezzando pelle spogliata dalla carne
mentre rivoli di sangue disegnano
vite gettate sulla riva del niente.
 
Fiori recisi poggiati
su ebani pregiati senza vita.
Suoni di trombe senza angeli
riempiono l’aria accompagnando
croci senza chiodi
portate con onore sulle spalle
… sulle fronti incorniciate
da spine per martiri di un tempo
che a nessuno ancor oggi
dovrebbe appartenere..
 
Fiori recisi nell’attimo di un addio
… nell’stante di una coscienza
che allo specchio osserva il passato
… interroga il futuro chiedendo giustizia
in un mare scuro senza fondo
… in una mondo incapace
di tenere salde le radici della pace
radicate sul bordo di una rupe
ai piedi della quale… inneggia canto di gloria
una sirena ammaliatrice
portatrice solo di disgrazia e morte.
 
(Criss)

Un giorno qualunque di novembre….

lunedì, Ottobre 27th, 2008
Senza respiro

 

 

Lacrime di madre

appese a quella fune

tesa verso terra

ora inondano

l’anima di sangue

per quel figlio esanime.

 

Nel giardino

in cui i primi passi

muovevi … ora

penzoli al freddo

accarezzato

solo dal  vento.

 

Senza un lamento

sei caduto

tra le urla e le lacrime

di quel caldo abbraccio

in una qualsiasi alba

di novembre.

 

Lacrime di madre

sul tuo viso ora…

cadono

come dolce pioggia

mentre mani tremanti

allentano quel cappio

a cui tu…hai annodato

il tuo giovane sorriso

 

Oggi, in quest’alba

di novembre

lacrime di madre

bagnano una croce

senza limiti di dolore.

 

(Criss)

Baci marchiati a fuoco nell'anima

sabato, Ottobre 25th, 2008
Velluto nero

 

Perdonate labbra mie

l’imprudenza di un attimo

in cui l’istinto irragionevole

vi fece accostare

per  troppo desiderio

ai voluttuosi petali
di quel fiore selvaggio.

Il loro profumo

rapiti i miei sensi

inchiodò voi

ai piedi di un dio

dall’ aspetto etereo

 privo di grazia.

Un  bacio rubato.

Impossibile

calice amaro vi porse

al posto del nettare

rifiutando preveggenza

del futuro…

 lasciandovi cadere

sulle spine aguzze

di impietosi steli

 senza verdi foglie.

 

(Criss)